Moto.app, la tecnologia che combatte le buche

Ecco la nuova app dedicata agli amanti delle due ruote

Il tema sicurezza è al centro dell’attenzione del mondo delle due ruote. E’, infatti, disponibile la nuova Moto.App, dedicata ai centauri, presentata al pubblico da Confindustria Ancma, Associazione nazionale del ciclo, motociclo e accessori, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. L’app, gratuita, è disponibile per iPhone e per Android: offre tutta una serie di funzionalità utili ai motociclisti, ponendo l’accento sul tema delle buche, ormai diventate insidie per chi viaggia sulle due ruote.moto-app

L’app educativa. “L’app amplia in maniera tecnologica l’orizzonte sicurezza, arricchendolo con un contributo educativo, in modo da migliorare il comportamento dei motociclisti”, spiega Andrea Dell’Orto, presidente Ancma. Giusto, anche se il comportamento su strada dei motociclisti si dimostra già adesso alquanto virtuoso. Lo dicono i numeri, secondo cui l’Rc moto, come l’Rc auto, è in ribasso: nel primo semestre 2018, l’assicurazione moto è scesa del 3,1% rispetto a fine 2017, raggiungendo quota 334 euro: tutto merito della maggiore attenzione che i motociclisti mettono nel comportamento alla guida.

Tre livelli di utilizzo per la nuova app. Starter, Explorer e Adventure sono i tre i livelli di utilizzo. Starter permette di iscriversi associando la propria moto. L’app registra il tragitto attraverso il gps del telefono: basta lanciarla per iniziarne l’uso, ricevendo informazioni sul percorso che si effettua. Il secondo livello, Explorer, fa in modo di registrare i propri percorsi automaticamente con un piccolo dispositivo, chiamato dongle, collegato direttamente alla moto: comunica con la app tramite Bluetooth e permette di avere le statistiche più dettagliate. L’ultimo livello è Adventure: prevede l’installazione di Moto.Box (o di qualsiasi altra scatola nera) consentendo di tenere sotto controllo sia la posizione della moto che lo stato del veicolo. Con questo livello premium è possibile, inoltre, attivare un’altra funzione di sicurezza, quella che consente di ricevere l’alert (via sms ed e-mail) nel caso in cui la batteria sia scarica oppure staccata e in caso di spostamento della moto a motore spento.

Parte la campagna #Bastabuche. Per porre ancora di più l’accento sul problema sicurezza, Confindustria Ancma ha lanciato la campagna #bastabuche. Come sia sviluppato, lo spiega il direttore di Ancma, Pier Francesco Caliari. “Bastabuche si muove su due fronti: con il coinvolgimento di vari testimonial e di giornalisti, cui sarà affidato un telefonino per fotografare le buche su strade urbane, condividendole sui social con l’hashtag dedicato, e, d’all’altra parte, tramite una sezione specifica dell’app, nella quale sono inserite le foto degli utenti stessi che permetteranno di geolocalizzare le buche sulla mappa della città girandole direttamente sui device di tutti gli altri”.

Una community che comunica la mappa del territorio. Il software di Moto.App consentirà dunque alla comunità dei motociclisti iscritti di segnalare i punti critici dell’asfalto, contribuendo parecchio a mappare le buche su tutto il territorio nazionale. La logica della community, secondo Ancma, è uno dei punti forti del nuovo servizio. Nele prossime release dell’app, infatti, verranno inserite tra le funzioni quella che consentirà di creare un moto club virtuale e personalizzato, tramite cui si potranno incontrare i motociclisti che sono nelle vicinanze confrontando i progressi fatti in tema sicurezza.

Sicurezza stradale: i dispositivi che aiutano

Quando la tecnologia salva la vita

A volte può essere sufficiente anche una piccola distrazione per commettere un sinistro o un’infrazione del codice della strada quando si è alla guida di un veicolo. Ecco perché gli operatori del settore hanno messo a punto una serie di app e dispositivi con lo scopo di fornire un concreto supporto a tutti i guidatori perché, come sappiamo, non è sufficiente dotarsi di una buona Rc Auto per sentirsi protetti.

A man's hand on an automatic gearbox. Automatic shift transmission.

A questo proposito il Corriere.it solamente qualche giorno fa ha raccolto una serie di utili innovazioni e best practice con la volontà di aiutare gli automobilisti ad evitare sanzioni e rischi. Una tra le principali criticità evidenziate in questo contesto riguarda i limiti di guida; fortunatamente le auto moderne dispongono di sistemi in grado di tenere sotto controllo l’andamento del veicolo in modo più semplice come, ad esempio, il cruise control che permette di mantenere costante la velocità. Questo strumento, oltre ad essere una facilitazione in materia di sicurezza sulla strada, permette anche di mettere a riparo la propria patente e il proprio portafogli da sanzioni provenienti da tutor e autovelox.

Alcune auto, poi, dispongono di particolari sistemi acustici e visivi avanzati che, al superamento del limite, inviano un segnale al guidatore per avvertirlo del rischio che sta correndo. Andando poi su vetture più attrezzate possiamo segnalare anche l’occhio elettronico: si tratta di una sorta di telecamera capace di leggere i cartelli sulle careggiate e riportare il limite sul cruscotto in modo che il conducente abbia sempre ben in vista la velocità adeguata a cui andare.

Viaggiare in sicurezza, comunque presenta anche vantaggi degni di nota sul fronte della convenienza e non solo nel caso in cui si evitino multe per non aver rispettato i limiti di velocità. Mantenere un andamento costante alla guida di un veicolo fa infatti risparmiare carburante e contribuisce a ridurre le emissioni nocive nell’ambiente.

tratto da facile.it

Black Box: quanto sono affidabili?

Ecco le principali preoccupazioni espresse dagli operatori del settore

Secondo quanto stabilito di recente dalla legge concorrenza la tanto chiacchierata scatola nera arriverà presto a costituire prova ufficiale in caso di incidente stradale. Si tratta di una novità che ha visto il contrapporsi di pareri discordanti tra gli operatori del settore, molti dei quali si sentono dubbiosi rispetto all’affidabilità di questo strumento per decretare la dinamica di un incidente.scatola_ne_55845242

Come sappiamo, negli ultimi mesi sono molti i guidatori che hanno scelto di installare sul proprio veicolo la black box, anche a fronte delle riduzioni piuttosto consistenti sul premio dell’Rc Auto. Non solo, questo strumento permette anche di ottenere un maggior grado di sicurezza alla guida grazie al fatto di essere sempre rintracciabili in caso di necessità. Nonostante ciò, nel corso degli ultimi mesi, sono giunte numerose segnalazioni ai ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture a seguito dei decreti attuativi che mettono in luce le caratteristiche di questo strumento. A questo proposito un articolo de Il Sole 24 Ore si è occupato di sintetizzare le principali preoccupazioni su questo fronte degli operatori del settore.

Le maggiori criticità rispetto alla black box riguardano soprattutto la precisione e l’affidabilità nella ricostruzione delle dinamiche dei sinistri e, in particolare, la distanza di massima tolleranza che arriva a 10 metri per la determinazione della posizione del veicolo coinvolto, cosa che si rivela particolarmente utile nel localizzare un mezzo nello spazio ma non abbastanza per capire a quale distanza fosse rispetto a cose o persone oppure in quale carreggiata viaggiasse.

Su questo fronte anche l’Ania si è espressa, rimarcando la larga fiducia riposta in questi dispositivi dal momento che le scatole nere attualmente sul mercato risultano essere particolarmente efficienti. Tra i vari dubbi sollevati dalle diverse associazioni di settore rispetto alla black box c’è poi tutta la sfera che riguarda la privacy in quanto il monitoraggio costante entrerebbe in conflitto con il nuovo regolamento europeo sulla privacy.

tratto da Facile.it

Assicurazioni viaggio: allarme in USA

Polizze poco chiare e inefficaci

Allarme assicurazioni viaggio in Usa: secondo il senatore Ed Markey nel paese sarebbero attualmente commercializzate un numero piuttosto alto di polizze che presentano caratteristiche non chiare e trasparenti, che vanno contro i principi base nell’ambito della tutela dei consumatori. Stiamo parlando in linea di massima di piccoli cavilli nei contratti di varia natura, regole e clausole “nascoste” che però al momento reale di necessità d’intervento, in caso ad esempio di cancellazione del volo o emergenze di diverso genere, si rivelano inefficaci.sam_9691

A mettere sotto la lente d’ingrandimento i rischi provenienti dal segmento delle coperture viaggio ci ha pensato di recente il senatore democratico del Massachusetts Ed Markey, con la pubblicazione di un rapporto dal titolo “Flyer Beware”. Si tratta di un’accusa pesante per l’intero settore: dalle compagnie aeree, ai siti di vendita di soluzioni assicurative, sembrerebbe che ci siano una serie di pressioni più o meno accentuate sugli utenti per convincerli ad acquistare questi prodotti di protezione. Ricordiamo che spesso le assicurazioni viaggio vengono vendute in occasione dell’acquisto di un altro prodotto, come può essere ad esempio un volo aereo; in questo caso è stato stimato che si possa arrivare a pagare fino al 7,5% in più su un volo domestico, cifra che si fa nettamente più consistente se si parla invece di viaggi all’estero.

Numeri alla mano, i consumatori che decidono di sottoscrivere una polizza viaggio sono in costante aumento: nel 2016 la spesa per questi prodotti è arrivata a raggiungere i 2,8 miliardi, cifra in progressivo crescita fino ai giorni d’oggi, nonostante alcune evidenze mettano in luce la scarsa utilità in caso di bisogno di prodotti modulati in tale maniera. A conferma di ciò il politico americano riporta proprio il caso delle compagnie aeree che negli ultimi tempi avrebbero aumentato i costi in caso di modifica del volo, spingendo così in parallelo coperture viaggio per i consumatori.

Tratto da Facile.it

 

Brexit: cosa accadrà agli assicurati con imprese UK?

A breve molti assicurati potrebbero ricevere una lettera…

In vista della Brexit, nelle prossime settimane, gli italiani che hanno sottoscritto una polizza, di qualunque tipo (dall’rc auto e moto fino all’assicurazione casa e vita) con una compagnia che ha la sua sede legale nel Regno Unito potrebbero ricevere una comunicazione.importazione-auto-gb

L’Ivass, l’Istituto che vigila sull’operato delle compagnie assicurative, ha in questi giorni inviato una raccomandazione alle compagnie inglesi autorizzate ad operare in Italia affinché provvedano a informare i loro assicurati sugli effetti dell’uscita del Regno Unito dalla Ue. A suggerire questa strada era stata già nel mese di giugno l’Autorità europea delle assicurazioni (EIOPA) ricordando i doveri di informazione delle imprese di assicurazione.

L’Authority europea aveva infatti sollecitato le compagnie inglesi a comunicare agli assicurati sia il possibile impatto della Brexit sui contratti assicurativi in essere, sia le misure adottate per garantire, dopo la Brexit, la continuità del servizio e l’esecuzione dei contratti stipulati.

Per tutelare i clienti italiani, quindi, le compagnie inglesi devono comunicare le modifiche pianificate per assicurare che non vi sia alcuna interruzione nel servizio fornito nel nostro Paese.

In pratica dovranno, ad esempio, comunicare la modifica della forma societaria, l’eventuale spostamento della sede legale in altro Paese Ue, il trasferimento delle polizze ad altra compagnia di un altro Paese Ue con contestuale possibilità di recesso.

Che cosa potrebbe cambiare nel concreto per la clientela? Nonostante le incertezze relative alle modalità con cui avverrà la Brexit, e al rincorrersi di diverse ipotesi sugli accordi che il Regno Unito riuscirà o meno a raggiungere con la Ue, gli assicurati non vedranno venir meno le coperture già sottoscritte (che restano sempre valide), ma potrebbero doversi rivolgere a un’altra compagnia nel caso in cui la loro polizza venga ceduta da quella con cui era stata stipulata originariamente.

Il trasferimento della polizza ad un’altra compagnia non limiterà o modificherà le coperture assicurative esistenti né l’importo dei premi, tuttavia gli effetti della Brexit sui rapporti contrattuali tra i clienti e le compagnie assicurative dipenderanno anche dalla legislazione nazionale applicabile al contratto di assicurazione.

I contratti rimarranno validi, ma la capacità delle imprese del Regno Unito di fornire i propri servizi assicurativi agli altri Stati membri dell’Unione Europea cambierà e dipenderà dai piani di azione che ciascuna impresa ha adottato o sta adottando per assicurare la continuità dei servizi.

Proprio per superare questo momento di incertezza ed evitare che ad essere danneggiati dalla mancanza di informazioni siano proprio gli assicurati, l’Ivass, (che ricordiamo vigila sull’operato di tutte le compagnie assicurative attive nel nostro Paese, e quindi anche di quelle che hanno sede legale all’estero, ma sono abilitate ad operare in Italia), sul suo sito ha risposto già ad alcune delle possibili domande.

L’Ivass in particolare ribadisce con forza che non vi è motivo di chiudere un contratto di assicurazione solo a causa della Brexit perché dipende dalle specificità del singolo contratto.

“L’impresa di assicurazione con la quale è stato stipulato il contratto o l’intermediario assicurativo che lo ha proposto possono comunque fornire maggiori indicazioni e dare supporto nella valutazione delle varie opzioni. Il riscatto anticipato della polizza o la sua cessazione potrebbero essere svantaggiosi, ad esempio per le polizze vita a lungo termine, se la polizza prevede penali di riscatto o se offre rendimenti finanziari più elevati rispetto a quelli attuali di mercato”.

Che fare in caso di dubbi? Ci sono due alternative: se la domanda riguarda il proprio contratto occorre contattare l’impresa di assicurazione UK con la quale è stata stipulata la polizza, oppure occorre mettersi in comunicazione con l’intermediario (l’agente e altri operatori) attraverso il quale è stata acquistata.

Nel caso invece di richieste di approfondimento su temi generali, relativi all’impatto della Brexit sui contratti assicurativi, è possibile contattare il Contact Center dell’IVASS al numero verde 800.486.661

Tratto da Facile.it

Il seggiolino anti abbandono diventa obbligatorio

La nuova legge entrerà in vigore a luglio 2019

La Camera e il Senato hanno approvato in via ufficiale solamente qualche giorno fa il disegno di legge che vede l’obbligo per gli automobilisti con a bordo un bambino la dotazione di seggiolini antiabbandono. A partire dal 1 luglio 2019 in Italia ogni genitore che intende trasportare all’interno della propria auto un bambino dovrà necessariamente munirsi di tale dispositivo di assistenza.Baby and Mother Strapping in Carseat

Non più solo premi dell’Rc Auto, bolli e revisioni, tra qualche mese i genitori guidatori della nostra Penisola dovranno fare i conti con questa grande novità che si caratterizza per essere un ulteriore passo in avanti verso una maggiore sicurezza sulle carreggiate. Sarà il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che adesso dovrà definire le specifiche tecniche che questo seggiolino con sensore dovrà avere.

Si tratta in realtà di un prodotto già presente sul mercato, messo a punto da alcune aziende produttrici di seggiolini in collaborazione con grandi marchi specializzati in dispositivi mobile, ma a mancare fino a questo momento era stato l’obbligo legislativo. A partire dalla prossima estate il seggiolino anti abbandono diventerà obbligatorio per tutti coloro che trasportano bambini fino ai 4 anni e sarà indispensabile che tale strumento rispetti tutta quella serie di caratteristiche che ne faranno un oggetto omologato. La strada è ancora lunga, mancano una serie di tappe essenziali di questo iter, ma adesso se ne intravede una fine; tra le proposte più interessanti in questo senso che dovranno essere valutate c’è la possibilità da parte del Ministero di creare uno specifico fondo, con lo scopo di aiutare nel concreto i genitori nell’acquisto di tale bene.

Questo semplice dispositivo è stato studiato per rilevare la presenza di un bambino attraverso un sensore, ma le opportunità che le nuove tecnologie e gli stessi smartphone offrono sono molteplici. Si potrà, ad esempio, collegare il proprio telefono al veicolo in modo da far partire un allarme se il bambino venisse chiuso nell’auto, fino alle possibilità di geolocalizzazione del mezzo con l’invio in automatico di messaggi ad una serie di destinatari.

Tratto da Facile.it

Rc obbligatoria per tutti i veicoli, anche quelli non circolanti

Grandi novità in vista per tutti i guidatori: nel giro di poche settimane si potrebbe dire addio per sempre alle polizze sospendibili, sia Rc Auto che Rc Moto. Lo scorso 4 settembre, infatti, una sentenza della Corte europea di giustizia si è espressa su questo fronte, a seguito di un incidente mortale avvenuto in Portogallo che aveva coinvolto un uomo alla guida di un veicolo fermo in garage non assicurato.assicurazioni-generico

La decisione di rendere obbligatoria l’assicurazione auto (o moto) anche per i veicoli che non circolano sulle carreggiate, ma che sarebbero idonei a farlo, apre la strada a una serie di riflessioni. Nel nostro paese, infatti, sono molti i guidatori che utilizzano le coperture sospendibili, in particolare per i mezzi a due ruote. Il vantaggio di questi prodotti è grande: consentono infatti di congelare l’assicurazione nei momenti di non utilizzo del veicolo, e riattivarla al bisogno, in modo da risparmiare anche cifre considerevoli rispetto al premio assicurativo.

Alla base della sentenza della Corte, che ha imposto agli Stati membri di aggiornare i loro regolamenti, ci sarebbe un semplice dato di fatto: indipendentemente dall’utilizzo discontinuo o meno del mezzo, chiunque possieda un’auto o una moto idonea a circolare su strada deve provvedere a stipulare una copertura Rc. Anche se il veicolo è tenuto in garage, dunque, deve essere assicurato. Una novità che tocca da vicino specialmente i motociclisti che, in molti casi, preferiscono sospendere nei periodi invernali la polizza per poi riattivarla con la bella stagione.
Non solo, se questa introduzione dovesse rendersi ufficiale le compagnie e gli operatori del settore dovrebbero regolarsi di conseguenza, con l’ideazione ad esempio di nuovi prodotti assicurativi, pensati per i veicoli fermi. Si tratta senza dubbio di una possibilità, questa, che renderà non poco in termini economici alle imprese assicurative, ma al contempo potrebbe essere un utile strumento per la lotta all’evasione assicurativa dal momento che ogni veicolo immatricolato dovrà essere in regola con la polizza.

Tratto da facile.it

 

AUTO INCIDENTATA: COSA FARE QUANDO L’ASSICURAZIONE NON COPRE IL DANNO

Anche se molti assicurati non lo sanno, la polizza auto non copre tutti danni subiti dal veicolo. Le ipotesi che possono escludere o limitare la copertura assicurativa sono diverse: scopriamo insieme quali sono e cosa si può fare in questi casi

It's an emergency - please come quickly

Quando stipuliamo una polizza RC auto siamo convinti che in caso di incidente tutti i danni saranno liquidati dall’assicurazione, ma in alcuni casi la compagnia assicurativa non è tenuta a risarcire il danno.

Per evitare sorprese, è buona abitudine leggere con attenzione il contratto prima di firmarlo, così da conoscere i danni che sono coperti e quelli che rimangono a nostro carico.

  • Come fare richiesta di risarcimento danni

La procedura da seguire passo passo

  • Le tempistiche del risarcimento danni

Quanto si deve aspettare per ottenere il risarcimento

  • Quando è previsto il rimborso parziale

Tutte le ipotesi che limitano la copertura assicurativa

  • Quando l’assicurazione non copre il danno

Ecco i casi in cui la copertura è esclusa


Come fare richiesta di risarcimento danni

La procedura di risarcimento danni in seguito ad un sinistro stradale va avviata se si pensa di avere ragione, anche se solo in parte. In caso contrario non sarà dovuto nessun risarcimento ed è probabile che sarà la stessa compagnia a dover risarcire il danno alla controparte.

Da quando è stata introdotta la procedura di risarcimento diretto, la pratica è diventata più facile e veloce, perché il conducente presenta la richiesta di risarcimento danni alla propria compagnia assicurativa e non a quella della controparte.

Bisogna tenere a mente che il risarcimento diretto è soggetto ad alcuni vincoli, per esempio è possibile solo se le macchine convolte nell’incidente stradale sono solo due, in caso contrario bisognerà rivolgersi all’altra compagnia assicurativa.

Per la denuncia di sinistro si può utilizzare il modulo di constatazione amichevole (CAI/CID). Qui sono già presenti i vari campi da compilare, in modo da fornire all’agenzia tutti i dati necessari.

Nel modulo bisogna indicare i dettagli che riguardano il sinistro, come il luogo, la data, l’ora e le informazioni relative alla propria auto. Bisogna anche indicare se è stato necessario l’intervento della polizia stradale o di altre autorità e, se possibile, allegare la dichiarazione dei testimoni che hanno assistito all’incidente stradale.

Nel caso in cui ai danni al veicolo si aggiungono anche eventuali lesioni al conducente o ai passeggeri, è necessario fornire tutta la documentazione necessaria per ottenere il relativo indennizzo, come il verbale del pronto soccorso, i dati del danneggiato e l’eventuale consulenza di parte del medito legale.

Le tempistiche del risarcimento danni

Per ottenere un risarcimento, anche se parziale, il conducente che ha presentato la richiesta alla propria compagnia, dovrà attendere i tempi tecnici per la verifica della responsabilità del sinistro. La compagnia assicurativa nominerà un perito che farà tutti i controlli del caso e la perizia.

Queste verifiche sono necessarie per capire chi è il responsabile del sinistro. La compagnia comunicherà l’esito della procedura e l’offerta di risarcimento dopo soli 30 giorni, ma unicamente nel caso in cui il modulo di constatazione amichevole sia stato firmato da entrambi i conducenti.

Firmare il modulo non è obbligatorio per la controparte e in mancanza della doppia firma i tempi per definire chi ha torto si allungano e possono arrivare a 60 giorni. L’attesa si prolunga fino a 90 giorni solo nel caso in cui sia stata presentata anche una richiesta di risarcimento per infortuni alle persone.

In caso di distruzione del veicolo in seguito a incidente, il risarcimento sarà pari al valore commerciale del veicolo. È importante tenere in considerazione che il valore del veicolo è valutato prendendo in considerazione la sua età e lo stato di manutenzione.

Quando è previsto il rimborso parziale

A volte sono le stesse clausole del contratto a escludere la copertura assicurativa completa. Vediamo allora in quali ipotesi la polizza assicurativa prevede l liquidazione parziale del danno.

Il prezzo della polizza auto di base non comprende, ad esempio, i danni che si verificano in seguito all’uscita di strada. La vettura incidentata in queste condizioni riceve copertura assicurativa solo in caso di polizza kasko, una garanzia accessoria non inclusa nella polizza tradizionale.

Le riparazioni presso la carrozzeria e l’officina meccanica saranno quindi interamente a carico dell’assicurato. Anche in questo caso sarà comunque possibile usufruire dell’assistenza stradale offerta dalla compagnia.

Un’ipotesi molto simile riguarda il danneggiamento dei cristalli della macchina, che può verificarsi in caso di furto quando l’auto è parcheggiata o anche in caso di sinistro. Il risarcimento del danno anche in questa ipotesi è previsto solo se è stata sottoscritta una polizza cristalli, che è una delle garanzie accessorie più richieste.

Il rimborso può essere parziale anche in caso di franchigia, un importo fisso che rimane a carico dei clienti in caso di incidente. Si possono verificare situazioni diverse a seconda se la franchigia prevista sia assoluta o relativa.

La franchigia assoluta prevede che l’importo prefissato sia sempre a carico dell’assicurato anche se è lui ad avere la responsabilità del sinistro. Se la franchigia è di 300€ e il danno è pari a 500€, l’assicurazione provvederà solo al pagamento di 200€ a titolo di risarcimento.

La franchigia relativa prevede che solo gli importi superiori alla franchigia siano a carico della compagnia assicurativa, mentre quelli pari o inferiori all’importo prefissato per la franchigia rimarranno a carico del conducente.

La previsione di una franchigia va valutata molto bene, perché è vero che fa abbassare il premio assicurativo da pagare, ma potrebbe costare molto di più all’assicurato.

Quando l’assicurazione non copre il danno

Il contratto di assicurazione può escludere totalmente il rimborso quando prevede una clausola di esclusione, che elenca tutte le ipotesi in cui il risarcimento non è previsto. Per valutare se accettare o meno una simile clausola, il cliente deve leggere con molta attenzione tutte le condizioni.

La copertura totale del danno può essere esclusa anche in presenza di un diritto di rivalsa. Se ad esempio gli incidenti si verificano quando i conducenti sono senza patente o stanno guidando sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, il risarcimento è escluso in presenza del relativo diritto di rivalsa.

Quando è previsto il diritto di rivalsa, in caso di danni all’autovettura, le spese saranno interamente a carico dell’automobilista.

Oltre alle sanzioni previste dalla legge, l’incidente provocato dall’assicurato sarà registrato nell’attestato di rischio e comporterà un adeguamento della classe di merito.

Il diritto di rivalsa rappresenta una forma di tutela per le stesse compagnie assicurative da comportamenti non conformi alle regole della strada, ma al tempo stesso è un modo per spingere i conducenti ad essere più prudenti e rispettosi del Codice.

 

Articolo tratto da linear. it

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Assicurazione mutuo contro malattia, infortunio o invalidità: cos’è e cosa copre

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LE 3 COSE DA SAPERE:

È una polizza legata al finanziamento ipotecario a medio o lungo termine
Permette di pagare il mutuo anche in caso di malattia, infortunio o invalidità
Offre agli assicurati un indennizzo relazionato alla gravità della condizione

L’assicurazione mutuo contro malattia, infortunio o invalidità è una polizza assicurativa da abbinare al mutuo ipotecario acceso per l’acquisto di un immobile, una copertura che permette di continuare a pagare le rate del mutuo anche in caso di malattia, infortunio o invalidità permanente o temporanea. Non si tratta di una polizza obbligatoria, come accade invece per la polizza furto e incendio sulla casa, ma di un’assicurazione facoltativa, tuttavia questa polizza è una copertura assicurativa estremamente consigliata per proteggere il proprio investimento, se stessi e la propria famiglia.

Che cos’è l’assicurazione sul mutuo contro malattia, infortunio o invalidità

L’assicurazione sul mutuo contro malattia, infortunio o invalidità è una polizza legata al finanziamento ipotecario a medio o lungo termine sottoscritto per comprare la propria casa. Si tratta di una copertura assicurativa facoltativa che protegge contro alcuni rischi, offrendo come garanzia il pagamento delle rate del mutuo da parte della compagnia assicurativa in caso di malattia, infortunio o invalidità, oppure la liquidazione totale del capitale residuo da restituire. Il premio assicurativo può essere pagato in un’unica soluzione, al momento della sottoscrizione della polizza mutuo, oppure periodicamente tramite rateizzazione mensile, trimestrale o semestrale in base alle condizioni previste dalla compagnia assicurativa.

Questa polizza sul mutuo può essere richiesta da tutte le persone con un’età compresa tra i 18 e i 70 anni d’età, regolarmente residenti in Italia.

L’assicurazione mutuo contro malattia, infortunio o invalidità offre agli assicurati un indennizzo relazionato alla gravità della condizione di inabilità al lavoro o d’invalidità, tutelando l’investimento immobiliare in caso di impossibilità a pagare le rate del mutuo dovuta a una di queste cause. La liquidazione del premio assicurativo è soggetta ad esclusioni e limitazioni, tra cui una franchigia per ogni copertura, un massimale e una durata massima prevista per ogni condizione di rimborso.

Che cosa copre l’assicurazione sul mutuo contro malattia, infortunio o invalidità

L’assicurazione facoltativa sul mutuo offre una serie di coperture, tra cui:

malattia
infortunio
invalidità

La copertura contro la malattia copre l’assicurato in caso di eventuale inabilità al lavoro dovuta a una malattia, qualora comporti una situazione di invalidità permanente o temporanea. Tuttavia ogni compagnia assicurativa prevede delle limitazioni per l’attivazione della copertura assicurativa, legate alla percentuale d’invalidità raggiunta secondo le tabelle fornite dall’INAIL. Per invalidità temporanea dovuta a malattia l’assicurazione paga le rate del mutuo, fino al momento della guarigione dell’assicurato e per tutto il tempo della persistenza della condizione di inabilità. Invece per invalidità totale e permanente, ITP, con conseguente impossibilità di svolgimento della propria attività lavorativa, la compagnia assicurativa interviene liquidando il capitale residuo del mutuo da restituire alla banca oppure facendosi carico delle rate restanti del finanziamento. Solitamente tale condizione viene riconosciuta con un’invalidità superiore al 60%, qualsiasi sia l’attività lavorativa svolta e la propria professione. L’accertamento della condizione d’invalidità spetta all’ASL, come previsto dalle disposizioni di legge contenute nel DPR n.1124 del 30/06/1965.

La copertura dell’assicurazione mutuo contro gli infortuni invece garantisce un sostegno finanziario per il pagamento del mutuo, che scatta nel caso si dovesse verificare un infortunio che comporti una situazione di inabilità temporanea o permanente al lavoro.

Solitamente rientrano nelle tipologie di infortunio accettate dalle compagnie gli incidenti involontari, gli episodi violenti, le menomazioni, il decesso e gli infortuni che causano complicazioni della propria condizione di salute. Al contrario vengono spesso esclusi gli infortuni provocati volontariamente, quelli occorsi in seguito a gare sportive e gli episodi dovuti all’uso di sostanze stupefacenti o all’assunzione di alcolici. Prima di sottoscrivere la polizza mutuo contro malattia, infortunio o invalidità è necessario prestare molta attenzione alle clausole del contratto assicurativo. Ogni compagnia infatti prevede una serie di esclusioni e limitazioni alle coperture dell’assicurazione, contenute all’interno del contratto assicurativo, che in alcuni casi possono inficiare completamente la garanzia di rimborso delle rate del mutuo.

Articolo tratto da Facile.it

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In arrivo gli Sconti Obbligatori sull’RC Auto grazie alla scatola nera

Settembre 2018 potrebbe essere il mese dell’introduzione dei famosi sconti obbligatori sulla Rc auto, previsti per chi fa montare sulla propria vettura la scatola nera auto o altri dispositivi analoghi, come l’alcolock. La bozza del decreto è infatti apparsa in pubblica consultazione sul sito del Ministero delle Infrastrutture per gli opportuni rilievi e dovrebbe diventare operativo in tempi molto brevi.

Mother And Children Relaxing In Car During Road Trip

In ogni caso il grosso è fatto, a cominciare dai criteri di calcolo degli sconti (uno di tipo tecnologico e l’altro basato sul curriculum del conducente), e al momento restano da sistemare solo alcuni dettagli che riguardano in special modo la privacy, uno dei punti più delicati dell’intero decreto. Per ora, si legge sul Sole 24 Ore, è stato ribadito il divieto della raccolta e dell’utilizzo di dati personali in maniera sproporzionata rispetto alle finalità tariffarie e di ricostruzione dei sinistri stradali che sono riconosciute a scatola nera e dispositivi simili. Un’indicazione forse troppo generica che, secondo l’opinione di alcuni, meriterebbe ulteriori approfondimenti.

La bozza del decreto ministeriale è stata redatta tenendo conto delle possibili evoluzioni della tecnologia. Ciò vuol dire, per esempio, che oltre alla scatola nera auto vera sono citati ulteriori dispositivi che quasi certamente comprenderanno anche i futuri telepass, navigatori e smartphone in modalità smart road, ovvero dotati di tutta una serie di sensori e sistemi che consentono di trasmettere e ricevere segnalazioni e altri input dalle vetture in transito.

Lo sviluppo di tali futuristici dispositivi dovrebbe agevolare pure l’agognato superamento dell’attuale sistema bonus-malus, giudicato ormai non più adeguato, a vantaggio di un altro che faccia realmente pagare ciascun assicurato per quanto e per come guida il proprio veicolo o altri mezzi di trasporto, come le auto del car sharing.

Articolo tratto da Facile.it

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