Come funziona la scatola nera Unibox di Unipol

Si torna periodicamente a parlare di scatola nera ed RCA, in merito soprattutto ai vantaggi, anche economici, derivanti dalla scelta di installare questo dispositivo in auto.

Vediamo attraverso l’esempio di Unibox di Unipol come funziona una scatola nera e a quali esigenze pratiche può andare incontro, oltre a quella di essere un mezzo antifrode.

Unipol propone in abbinamento alla RCA un dispositivo satellitare, Unibox, che unito alla garanzia assistenza stradale offre una centrale operativa attiva tutti i giorni, 24 ore su 24, per un intervento preciso e tempestivo in emergenza. In particolare poi il dispositivo Voice mette a disposizione un vivavoce integrato così da poter contattare direttamente un operatore in caso di incidente ma anche per risolvere la situazione in caso di auto in panne. Una serie di servizi di assistenza integrati sono offerti al cliente in base al tipo di Unibox scelta: SuperEasyFullVoice. L’utilizzo della scatola nera e il controllo dei dati raccolti è facilitato dall’apposita applicazione per smartphone e tablet che il guidatore può consultare.

La raccolta dati è sempre attiva, qualsiasi versione si scelga, così da consentire anche l’allarme urto alla centrale operativa, automatico quando l’incidente registrato è grave. Altri servizi attivi per tutte le versioni sono il controllo della velocità in relazione ai limiti e un sistema per ritrovare l’auto grazie alla geolocalizzazione, utile soprattutto in caso di furto. Grazie al satellite è possibile avere un alert tramite app in caso di accensione e spostamento dell’auto quando in teoria dovrebbe essere parcheggiata e ferma e altri servizi di assistenza a distanza per non trovarsi mai totalmente isolati e in difficoltà se la macchina ha dei problemi.

Per chi abita a Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma,Napoli, o Palermo Unipol propone KM&SERVIZI CITY, prodotto collegato all’installazione di Unibox e alla sceltadella riparazione diretta. Questa soluzione dà accesso a sconti su alcunegaranzie accessorie e a servizi di assistenza gratuita presso i partner diUnipol, MyGlass, Auto Presto & Bene e UniSalute.

Tratto da facile.it

Moto.app, la tecnologia che combatte le buche

Ecco la nuova app dedicata agli amanti delle due ruote

Il tema sicurezza è al centro dell’attenzione del mondo delle due ruote. E’, infatti, disponibile la nuova Moto.App, dedicata ai centauri, presentata al pubblico da Confindustria Ancma, Associazione nazionale del ciclo, motociclo e accessori, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. L’app, gratuita, è disponibile per iPhone e per Android: offre tutta una serie di funzionalità utili ai motociclisti, ponendo l’accento sul tema delle buche, ormai diventate insidie per chi viaggia sulle due ruote.moto-app

L’app educativa. “L’app amplia in maniera tecnologica l’orizzonte sicurezza, arricchendolo con un contributo educativo, in modo da migliorare il comportamento dei motociclisti”, spiega Andrea Dell’Orto, presidente Ancma. Giusto, anche se il comportamento su strada dei motociclisti si dimostra già adesso alquanto virtuoso. Lo dicono i numeri, secondo cui l’Rc moto, come l’Rc auto, è in ribasso: nel primo semestre 2018, l’assicurazione moto è scesa del 3,1% rispetto a fine 2017, raggiungendo quota 334 euro: tutto merito della maggiore attenzione che i motociclisti mettono nel comportamento alla guida.

Tre livelli di utilizzo per la nuova app. Starter, Explorer e Adventure sono i tre i livelli di utilizzo. Starter permette di iscriversi associando la propria moto. L’app registra il tragitto attraverso il gps del telefono: basta lanciarla per iniziarne l’uso, ricevendo informazioni sul percorso che si effettua. Il secondo livello, Explorer, fa in modo di registrare i propri percorsi automaticamente con un piccolo dispositivo, chiamato dongle, collegato direttamente alla moto: comunica con la app tramite Bluetooth e permette di avere le statistiche più dettagliate. L’ultimo livello è Adventure: prevede l’installazione di Moto.Box (o di qualsiasi altra scatola nera) consentendo di tenere sotto controllo sia la posizione della moto che lo stato del veicolo. Con questo livello premium è possibile, inoltre, attivare un’altra funzione di sicurezza, quella che consente di ricevere l’alert (via sms ed e-mail) nel caso in cui la batteria sia scarica oppure staccata e in caso di spostamento della moto a motore spento.

Parte la campagna #Bastabuche. Per porre ancora di più l’accento sul problema sicurezza, Confindustria Ancma ha lanciato la campagna #bastabuche. Come sia sviluppato, lo spiega il direttore di Ancma, Pier Francesco Caliari. “Bastabuche si muove su due fronti: con il coinvolgimento di vari testimonial e di giornalisti, cui sarà affidato un telefonino per fotografare le buche su strade urbane, condividendole sui social con l’hashtag dedicato, e, d’all’altra parte, tramite una sezione specifica dell’app, nella quale sono inserite le foto degli utenti stessi che permetteranno di geolocalizzare le buche sulla mappa della città girandole direttamente sui device di tutti gli altri”.

Una community che comunica la mappa del territorio. Il software di Moto.App consentirà dunque alla comunità dei motociclisti iscritti di segnalare i punti critici dell’asfalto, contribuendo parecchio a mappare le buche su tutto il territorio nazionale. La logica della community, secondo Ancma, è uno dei punti forti del nuovo servizio. Nele prossime release dell’app, infatti, verranno inserite tra le funzioni quella che consentirà di creare un moto club virtuale e personalizzato, tramite cui si potranno incontrare i motociclisti che sono nelle vicinanze confrontando i progressi fatti in tema sicurezza.

Black Box: quanto sono affidabili?

Ecco le principali preoccupazioni espresse dagli operatori del settore

Secondo quanto stabilito di recente dalla legge concorrenza la tanto chiacchierata scatola nera arriverà presto a costituire prova ufficiale in caso di incidente stradale. Si tratta di una novità che ha visto il contrapporsi di pareri discordanti tra gli operatori del settore, molti dei quali si sentono dubbiosi rispetto all’affidabilità di questo strumento per decretare la dinamica di un incidente.scatola_ne_55845242

Come sappiamo, negli ultimi mesi sono molti i guidatori che hanno scelto di installare sul proprio veicolo la black box, anche a fronte delle riduzioni piuttosto consistenti sul premio dell’Rc Auto. Non solo, questo strumento permette anche di ottenere un maggior grado di sicurezza alla guida grazie al fatto di essere sempre rintracciabili in caso di necessità. Nonostante ciò, nel corso degli ultimi mesi, sono giunte numerose segnalazioni ai ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture a seguito dei decreti attuativi che mettono in luce le caratteristiche di questo strumento. A questo proposito un articolo de Il Sole 24 Ore si è occupato di sintetizzare le principali preoccupazioni su questo fronte degli operatori del settore.

Le maggiori criticità rispetto alla black box riguardano soprattutto la precisione e l’affidabilità nella ricostruzione delle dinamiche dei sinistri e, in particolare, la distanza di massima tolleranza che arriva a 10 metri per la determinazione della posizione del veicolo coinvolto, cosa che si rivela particolarmente utile nel localizzare un mezzo nello spazio ma non abbastanza per capire a quale distanza fosse rispetto a cose o persone oppure in quale carreggiata viaggiasse.

Su questo fronte anche l’Ania si è espressa, rimarcando la larga fiducia riposta in questi dispositivi dal momento che le scatole nere attualmente sul mercato risultano essere particolarmente efficienti. Tra i vari dubbi sollevati dalle diverse associazioni di settore rispetto alla black box c’è poi tutta la sfera che riguarda la privacy in quanto il monitoraggio costante entrerebbe in conflitto con il nuovo regolamento europeo sulla privacy.

tratto da Facile.it

Nelle grandi città abitare in una strada o in un’altra modifica il costo del premio RC fino al 36%

Stesso assicurato, stessa automobile, stesso attestato di rischio, stessa città di residenza, ma tariffa RC notevolmente diversa; come mai? La ragione, spesso, si traduce in 3 lettere: Cap. Già perché secondo un’analisi fatta ad aprile 2018 da Facile.it, il principale sito di comparazione del settore, in alcune grandi città italiane vivere in un quartiere piuttosto che in un altro può far aumentare anche del 36,4% l’importo del miglior premio disponibile. 

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Simulando la richiesta di assicurazione di un profilo tipo (uomo, 42 anni, impiegato, coniugato, prima classe di merito da meno di un anno, che guida una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare), il sito ha evidenziato come risiedere in una zona o nell’altra della città, a volte anche solo da un lato o dall’altro della stessa strada, possa incidere sensibilmente su quanto si paga di assicurazione; se a Firenze la differenza di prezzo massima è tutto sommato contenuta (+2,15% fra chi risiede nell’area a migliore e quella a peggiore tariffazione), nelle altre città campione le diversità incidono sensibilmente sul premio.

Restano sotto la soglia psicologica della doppia cifra, magra consolazione, solo Genova (+8,25%) e, per meno di un soffio, Milano (+9,99%); la superano invece Roma (+10,73%), Torino (+11,90%), Bari (+18,60%) e, soprattutto, Napoli dove la migliore offerta disponibile per i Cap 80127, 80128 e 80129 è inferiore del 36,4% rispetto a quella disponibile per il Cap 80139.

È sempre così? No; alcune assicurazioni scelgono di mantenere in tutto il territorio urbano la medesima tariffa, ma questa, sempre secondo la simulazione fatta da Facile.it, è spesso maggiore rispetto alle migliori offerte di altre compagnie. Fanno eccezione, tra i capoluoghi presi in esame dal comparatore, Bologna, Venezia, Cagliari e Palermo dove, nonostante la differenza di Cap, la migliore offerta disponibile per gli automobilisti è identica. Ecco di seguito i dati principali emersi dall’analisi di Facile.it:

Città Differenza migliore offerta su Cap
Napoli 36,40%
Bari 18,60%
Torino 11,90%
Roma 10,73%
Milano 9,99%
Genova 8,25%
Firenze 2,15%
Venezia 0%
Palermo 0%
Bologna 0%
Cagliari 0%

Articolo tratto da Facile.it

Da luglio sconti obbligatori per gli automobilisti bravi

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i parametri Ivass

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Si prospetta un’estate all’insegna del risparmio sulla RC Auto per gli automobilisti italiani, anche quelli residenti in province considerate a rischio. Ad aggiungere un ulteriore tassello a quello che è il lungo processo avviato dalla Legge sulla Concorrenza è l’Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), pubblicando il nuovo regolamento che impone alle compagnie di adeguare il sistema di scontistica previsto dalla legge.

Dal 10 luglio infatti le compagnie di rc auto dovranno applicare uno sconto obbligatorio all’assicurato che accetti almeno una tra queste tre condizioni:
Lasciar ispezionare preventivamente il proprio veicolo a spese della compagnia;
Far installare sulla propria autovettura una scatola nera o comunque dispositivi equivalenti;
Far installare sempre sulla propria autovettura dispositivi che impediscano l’avvio del motore in ipotesi di rilevazione del tasso alcolemico, sopra soglia, del conducente.

È quanto si apprende dal regolamento Ivass che il 10 aprile scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’Ivass, con il provvedimento datato 27 marzo 2018 ha individuato le modalità di applicazione dello sconto obbligatorio sul premio di tariffa al netto delle imposte e del contributo al Servizio Sanitario Nazionale, nonché i criteri con cui le imprese di assicurazione dovranno calcolare questo sconto (che consisterà in una percentuale del premio).

E, come prescritto dalla legge, questo regolamento entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla pubblicazione, quindi dal prossimo 10 luglio. Questi tre mesi sono concessi per permettere alle compagnie assicurative di prepararsi per rispettare gli adempimenti della normativa. E non potranno esserci aumenti, legati ai costi di installazione dei vari dispositivi: il provvedimento impone che questi devono rimanere a carico della compagnia assicurativa.
Il provvedimento, inoltre, regolamenta anche la quarta ipotesi di uno sconto “aggiuntivo e significativo” rispetto a quello “obbligatorio” di cui abbiamo parlato finora e riguarda gli automobilisti virtuosi: persone residenti nelle cosiddette province a rischio, che non abbiano provocato sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi quattro anni sulla base dell’evidenza dell’attestato di rischio.
L’obiettivo è di evitare che questi assicurati, pur non avendo mai fatto incidenti stradali, si trovino a pagare tariffe RC auto più alte rispetto a quelle che pagherebbero se residenti in altri regioni.
Sulla base di dati indagini statistiche, l’Ivass ha pubblicato la lista delle province interessate, consultabile qui sotto:

Lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità

Province
Bari
Barletta-Andria-Trani
Benevento
Bologna
Brindisi
Caserta
Catania
Catanzaro
Crotone
Firenze
Foggia
Genova
La Spezia
Latina
Livorno
Lucca
Massa-Carrara
Messina
Napoli
Palermo
Pisa
Pistoia
Prato
Reggio Calabria
Rimini
Roma
Salerno
Taranto
Vibo Valentia

Articolo tratto da Facile.it

2018 Ecco come cambia l’Assicurazione Auto (da leggere)

Nuove regole per l’RC Auto. L’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) aggiorna alcune disposizioni che disciplinano i contratti dell’RC Auto, un intervento che l’ente ha ritenuto necessario visto il profondo cambiamento del mercato assicurativo negli ultimi anni.800x521_Depositphotos_133915848_original[1]

Le modifiche si concentrano in particolare su due regolamenti, vale a dire la Classe di merito, il valore in base al quale viene stabilito il prezzo da pagare per la polizza, e l’Attestato di Rischio. Per quest’ultimo si tratta di una semplice novità, in quanto il documento dovrà tenere conto anche degli eventuali sinistri pagati fuori dal periodo di osservazione e di quelli cosiddetti tardivi, avvenuti dopo la scadenza.

Classe di merito, cosa cambia?

L’IVASS è intervenuta in particolare sul tema assicurativo del noleggio a lungo termine, una formula che spinge il mercato italiano dell’auto e che nella prima parte del 2017 ha fatto un balzo in avanti del 15,4%. Le nuove norme prevedono che sia eliminata la penalizzazione della classe di merito per gli automobilisti che scelgono questa forma d’acquisto del mezzo. Dunque, il conducente che passa da un’auto a nolo a una di proprietà non perderà la storia assicurativa acquisita: l’assicurato potrà utilizzare la classe di merito maturata, senza dover ripartire da una polizza che assegna la quattordicesima classe, con conseguente penalizzazione in termine di premio pagato.

Sempre in tema di classe di merito l’Istituto estende i benefici riconosciuti fino a oggi ai coniugi ad altre forme di unione civile. L’attuale legislazione consente, in caso di trasferimento di proprietà di un veicolo tra persone sposate, che il riconoscimento della classe di merito possa essere trasferito al coniuge acquirente solo in caso di regime legale di comunione dei beni. La nuova formulazione abolisce il presupposto del regime legale di comunione e sostituisce la parola coniuge con persona coniugata o unita civilmente oppure convivente di fatto.

L’ultima modifica inerente la classe di merito riguarda il riconoscimento e mantenimento della stessa in capo all’abituale conducente di un veicolo intestato a un soggetto portatore di handicap.

Valutazione delle nuove normative.

Si dovrà attendere 45 giorni affinché i nuovi regolamenti voluti dall’IVASS vengano valutati dalle compagnie assicurative. Ricordiamo che entro il 25 gennaio dovrà chiudersi un’altra pubblica consultazione, vale a dire quella che riguarda gli sconti che le imprese dovranno riconoscere in caso di applicazione delle clausole antifrode previste dal Ddl concorrenza – di cui si può leggere nella news “Sconti RC Auto, arriva il regolamento dell’IVASS”. La prima tipologia di sconto sarà riconosciuta quando ricorre almeno una di queste tre condizioni:

– il veicolo viene ispezionato preventivamente (a spese dell’assicuratore);

– sono installati sul mezzo meccanismi elettronici, quali la scatola nera o equivalenti, che ne registrano l’attività;

– sul veicolo viene montato un congegno elettronico (il cosiddetto alcolock) che impedisce l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti di legge.

Il secondo abbuono, definito come sconto “aggiuntivo”, è applicabile invece agli assicurati che negli ultimi quattro anni non hanno provocato sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria. Una condizione per riconoscere la riduzione è che sull’auto sia installata la black box e che i sottoscrittori della polizza risiedano nelle province a maggiore tasso di sinistrosità individuate dall’IVASS.

Articolo tratto da Segugio.it

Meno di un’auto su due intestata a donne, ma fanno meno incidenti

Donna al volante pericolo constante?

Mai motto fu più falso, numeri alla mano gli incidenti causati da automobiliste sono molti meno di quelli con responsabilità maschile, ma nonostante questo e sebbene rappresentino quasi il 51,5% della popolazione residente in Italia, sono intestati a donne solo il 46,12% dei veicoli circolanti in Italia. A stabilirlo è una elaborazione svolta da Facile.it che ha evidenziato anche come, in alcune regioni, la presenza di donne proprietarie di automobili sia decisamente maggiore.donne-e-motori-le-foto-migliori-e28093-vintage-fashion

Le regioni con maggiori percentuali di donne al volante

Fra le 20 regioni italiane il primato di quella con la maggiore percentuale di veicoli intestati a donne spetta alla Valle d’Aosta dove quasi 6 auto su 10 sono di proprietà femminile (58,10%). A seguire si trova l’Umbria (53,11%) che precede il Friuli Venezia Giulia (51,15%) ed il Lazio (51,06%). Situazione di pressoché assoluta parità fra uomini e donne, perlomeno in termini di proprietà dell’auto, nelle Marche (50,92% la percentuale dei veicoli intestati ad esponenti del gentil sesso), in Toscana (50,43%) e in Emilia Romagna (50,41%).

Le proporzioni si capovolgono e fanno diventare minoranza le donne a partire dal Veneto (48,32%) per arrivare addirittura sotto al 40% in Campania (39,55%) e in Puglia (36,09%).

Le differenze nell’ RC auto

Fino a non troppo tempo fa, tra i parametri considerati dalle compagnie per calcolare i premi dell’RC auto rientrava anche il sesso dell’intestatario della polizza, elemento che, contrariamente a quello che si potrebbe ritenere, favoriva le donne, almeno fino ad una certa età.

Statistiche ufficiali, in uso fino quando nel dicembre del 2012 la Corte di Giustizia Europea dichiarò inapplicabile questo genere di differenziazione, dimostravano come le neopatentate fossero molto più prudenti dei loro colleghi uomini e, rispetto a loro, causassero il 25% di incidenti in meno fino a che avevano 19 anni.

Con l’andare del tempo, però, questa differenza si riduceva, passando già al 9% fra i 30 ed i 33 anni della conducente e invertendo la proporzione una volta che la titolare di polizza aveva superato i 40 anni.

Dagli “anta” le donne denunciavano più incidenti dei loro coetanei di sesso maschile, ma spesso in realtà spettava a loro, titolari del contratto di assicurazione, denunciare il sinistro causato dal figlio che, come avviene in molte famiglie, faceva i suoi primi anni al volante guidando l’auto materna.

Articolo tratto da Facile.it

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