Assicurazioni salute: i consigli dell’Ania

Assicurazione in chiaro di Ania

Solamente qualche giorno fa l’Ania ha pubblicato una nuova guida sulle assicurazioni salute; si tratta del quinto volume di una più ampia collana dal titolo “L’Assicurazione in chiaro” che ha lo scopo di fornire un concreto supporto informativo ai consumatori su più fronti in materia di protezione.img[1]

Questa volta la pubblicazione si dedica in maniera specifica alle assicurazioni salute che permettono di tutelare il sottoscrivente da tutte quelle situazioni impreviste che possono portare a spese sanitarie anche piuttosto onerose come nel caso di un intervento chirurgico o un ricovero in ospedale.

Una situazione sempre più diffusa in Italia e confermata dalle ultime elaborazioni condotte dall’Istat; nel corso del 2016, infatti, ben 35 milioni di nostri connazionali hanno dovuto affrontare spese collegate alla loro salute e di questi 7,8 milioni lo hanno fatto facendo ricorso a risparmi per far fronte a questa necessità.

Che il sistema sanitario italiano stia vivendo un momento abbastanza critico è ormai noto: le liste di attesa sono sempre più lunghe ed ecco perché in molti, anche solo per una visita, scelgono di fare ricorso a cliniche private, potendo così contare su tempistiche più snelle ma in parallelo questa decisone comporta anche un budget da destinare decisamente più alto.

Sottoscrivere un’assicurazione vita, dunque, può rivelarsi una scelta intelligente in quanto a fronte del pagamento di un premio mensile è possibile dedicarsi alla cura di se stessi e della propria salute con una più grande serenità.

Ecco perché attraverso questa pubblicazione l’Ania ha voluto fornire ai consumatori un quadro completo e dettagliato delle varie coperture disponibili oggi sul mercato, spiegandone il funzionamento e le differenze tra un prodotto e l’altro. All’interno del volume verranno approfonditi anche alcuni particolari aspetti normalmente poco trattati come, ad esempio, il questionario anamnestico o la normativa fiscale e le agevolazioni per chi possiede una copertura di questo tipo.

Tratto da Facile.it

Le imprudenze più comuni quando si guida la bicicletta

I numeri parlano chiaro; in Italia si usa sempre più spesso la bicicletta per i percorsi urbani, ma purtroppo non sempre prestando attenzione alle regole del codice della strada e, anche per questo, gli incidenti mortali che coinvolgono ciclisti sono aumentati del 9,6% in un anno (Fonte Istat); un decesso ogni 32 ore.ragazzedanesisexybiciclettabellebellaragazzadanesedanimarcacopenaghenchicfascinobellezzanordica28429

Facile.it , ha voluto indagare su quali siano le regole non rispettate da chi in città viaggia sulle due ruote a pedali e i dati emersi tracciano il quadro di una lunga serie di gravi leggerezze, spesso pericolosissime.

Il sondaggio, realizzato lo scorso novembre su un campione di circa 1.000 italiani maggiorenni, ha evidenziato come in cima alle regole non rispettate dai ciclisti ci sia quella di dotare la bicicletta di faretti e catarifrangenti (87%), seguita a poca distanza dal mancato utilizzo del casco (71%).

Va detto che, sovente, i ciclisti fanno le spese di imprudenze commesse da automobilisti con cui, in virtù della cronica scarsezza di piste ciclabili delle nostre città, sono costretti a condividere la carreggiata. Per questo motivo, però, sebbene il codice della strada non ne imponga l’uso ai ciclisti, sarebbe molto importante dotarsi di uno specchietto retrovisore, montato in appena 3 biciclette ogni 10.

Continuando a scorrere la classifica dei comportamenti imprudenti messi in atto dai ciclisti (e questa volta sì, contrari anche al codice della strada) ci si imbatte in un altro elemento connesso all’assenza di piste ciclabili; il 60% dei rispondenti al sondaggio ha dichiarato di pedalare sul marciapiede facendo lo zig zag fra i pedoni. È curioso notare come questo sia l’unico caso in cui le donne “imprudenti” rappresentino la maggioranza dell’insieme (51% vs 49%).

Ultima delle infrazioni messe in pratica da più di un ciclista su due (53%), il mancato utilizzo del giubbotto catarifrangente.

Anche la troppa sicurezza in se stessi può essere pericolosa e dovrebbero ben saperlo il 33% di intervistati che, se vanno in bicicletta in gruppo non viaggiano in fila indiana, ma uno accanto all’altro o il 17% che, addirittura, viaggia senza mettere le mani sul manubrio.

Sotto al 10%, ma comunque tutti molto pericolosi, anche gli ultimi comportamenti entrati nella classifica prodotta dall’indagine di Facile.it; il 9% degli intervistati porta con sé anche passeggeri maggiorenni, il 6% resta in sella alla bici anche quando ha il cane al guinzaglio e, con somma pigrizia e sprezzo del pericolo, il 4% si lascia trainare da un amico in auto tenendosi alla portiera.

Ecco di seguito i dati emersi dall’indagine di Facile.it:

 

Comportamento   % di rispondenti che lo mette in pratica
Viaggiare senza faretto davanti e catarifrangenti

                            87%

Mancato utilizzo del casco

                           71%

Mancato utilizzo dello specchietto retrovisore

                            70%

Viaggiare sul marciapiede

                            60%

Non procedere in fila indiana,

ma affiancati ad altri ciclisti

                          33%

Procedere senza tenere le mani sul manubrio

                         17%

Trasportare altri passeggeri

(non bambini su seggiolini)

                        9%

Portare il cane al guinzaglio senza scendere dalla sella

                                   6%

Farsi trainare da un’auto in movimento

                       4%

Articolo tratto da Facile.it

Risparmia fino a 500€ sulla RC auto clicca-qui[1]copia-di-assiconser

Assicurazione sanitaria ed infortuni: come funzionano?

img[1]

Permettono di usufruire di prestazioni mediche in tempi brevi e a costi contenuti.

Assieme alle tante polizze facoltative che è possibile stipulare nel nostro paese, troviamo la polizza sanitaria, polizza che ci permette di usufruire di prestazioni mediche in tempi ragionevolmente brevi e a costi contenuti, che altrimenti dovremmo sostenere quando ci rivolgiamo alle strutture private di sanità.

Queste polizze possono essere divise in tre diverse tipologie:

1. a rimborso, che risarciscono al beneficiario le spese mediche sostenute in seguito a malattia o incidente;

2. per invalidità permanente, che assegnano un indennizzo in base al grado di invalidità;

3. indennitarie, che garantiscono all’assicurato una somma stabilita per ogni giorno di ricovero, ed eventualmente per i giorni di convalescenza post-ospedaliera, oltre a un indennizzo per le ingessature dovute a fratture ossee.

Inoltre, con queste polizze, le spese per la degenza in una clinica convenzionata vengono rimborsate nella loro totalità o in una percentuale stabilita nel contratto. Ovviamente, anche le spese legate allamalattia o all’infortunio subito verranno rimborsate nella loro totalità o in percentuale.

Ma la copertura non si limita a coprire le spese dovute a ricovero in cliniche convenzionate: l’assicurato, infatti, può anche farsi ricoverare in una clinica non convenzionata e l’assicurazione provvederà a risarcire parte delle spese (le spese coperte, solitamente, sono intorno al 70/80% dell’importo totale).  Comunque, è opportuno ricordare che queste polizze non coprono le spese che la sanità pubblica non riesce a garantire e, di solito, gran parte degli esami diagnostici preventivi rimangono a carico dell’assicurato.

E’ opportuno, infine, ricordare che esistono soggetti non assicurabili, ovvero coloro che sono affetti da particolari malattie come l’alcolismo, la tossicodipendenza, l’A.I.D.S. o la depressione. Se tali malattie si presentassero anche successivamente al momento della stipula (quando il soggetto è sano), diverrebbero causa di cessazione del Contratto. In alcuni casi è possibile estendere la copertura della Polizza Infortuni al contagio da virus H.I.V. avvenuto durante lo svolgimento dell’attività professionale dichiarata in Polizza.  Alla polizza sanitaria si affianca la polizza infortuni, polizza che va a coprire tutte le lesioni fisiche dovute a causa fortuita, violenta ed esterna.  Analizzando la definizione “causa fortuita” ci rendiamo conto di come il campo di “incidenti” considerati come infortuni sia relativamente ristretto. Per causa fortuita, si intende come un evento non prevedibile o non evitabile, pertanto un incidente stradale non è considerato fortuito in quanto potrebbe essere prevedibile.

L’infortunio deve provocare lesioni fisiche e obiettivamente constatabili. Tali lesioni devono avere come conseguenza la morte, un’invalidità permanente o un’inabilità temporanea.  Le compagnie, potrebbero rifiutarsi di stipulare polizze assicurative con soggetti esposti a particolari rischi, oppure potrebbero accettare la sottoscrizione della polizza ponendo particolari restrizioni, ad esempio, agli sportivi che praticano attività a livello agonistico.

Generalmente, vengono considerati come infortuni anche l’annegamento, il congelamento, i colpi di calore o gli infortuni causati da sforzi. Ovviamente, in questo caso, non è facile definire quali spese vengono coperte dall’assicurazione, in quanto potrebbe già risultare difficile definire l’infortunio.

Sicuramente, essere coperti da una di queste polizze è un buon sistema per non farsi carico di tutte quelle spese mediche che, in caso di urgenza, in questo momento sarebbero insostenibili per gran parte della famiglie italiane.

ASSICONSER

via Nazionale, 57

35048  Stanghella  (Pd)

www.assiconser.com