AUTO INCIDENTATA: COSA FARE QUANDO L’ASSICURAZIONE NON COPRE IL DANNO

Anche se molti assicurati non lo sanno, la polizza auto non copre tutti danni subiti dal veicolo. Le ipotesi che possono escludere o limitare la copertura assicurativa sono diverse: scopriamo insieme quali sono e cosa si può fare in questi casi

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Quando stipuliamo una polizza RC auto siamo convinti che in caso di incidente tutti i danni saranno liquidati dall’assicurazione, ma in alcuni casi la compagnia assicurativa non è tenuta a risarcire il danno.

Per evitare sorprese, è buona abitudine leggere con attenzione il contratto prima di firmarlo, così da conoscere i danni che sono coperti e quelli che rimangono a nostro carico.

  • Come fare richiesta di risarcimento danni

La procedura da seguire passo passo

  • Le tempistiche del risarcimento danni

Quanto si deve aspettare per ottenere il risarcimento

  • Quando è previsto il rimborso parziale

Tutte le ipotesi che limitano la copertura assicurativa

  • Quando l’assicurazione non copre il danno

Ecco i casi in cui la copertura è esclusa


Come fare richiesta di risarcimento danni

La procedura di risarcimento danni in seguito ad un sinistro stradale va avviata se si pensa di avere ragione, anche se solo in parte. In caso contrario non sarà dovuto nessun risarcimento ed è probabile che sarà la stessa compagnia a dover risarcire il danno alla controparte.

Da quando è stata introdotta la procedura di risarcimento diretto, la pratica è diventata più facile e veloce, perché il conducente presenta la richiesta di risarcimento danni alla propria compagnia assicurativa e non a quella della controparte.

Bisogna tenere a mente che il risarcimento diretto è soggetto ad alcuni vincoli, per esempio è possibile solo se le macchine convolte nell’incidente stradale sono solo due, in caso contrario bisognerà rivolgersi all’altra compagnia assicurativa.

Per la denuncia di sinistro si può utilizzare il modulo di constatazione amichevole (CAI/CID). Qui sono già presenti i vari campi da compilare, in modo da fornire all’agenzia tutti i dati necessari.

Nel modulo bisogna indicare i dettagli che riguardano il sinistro, come il luogo, la data, l’ora e le informazioni relative alla propria auto. Bisogna anche indicare se è stato necessario l’intervento della polizia stradale o di altre autorità e, se possibile, allegare la dichiarazione dei testimoni che hanno assistito all’incidente stradale.

Nel caso in cui ai danni al veicolo si aggiungono anche eventuali lesioni al conducente o ai passeggeri, è necessario fornire tutta la documentazione necessaria per ottenere il relativo indennizzo, come il verbale del pronto soccorso, i dati del danneggiato e l’eventuale consulenza di parte del medito legale.

Le tempistiche del risarcimento danni

Per ottenere un risarcimento, anche se parziale, il conducente che ha presentato la richiesta alla propria compagnia, dovrà attendere i tempi tecnici per la verifica della responsabilità del sinistro. La compagnia assicurativa nominerà un perito che farà tutti i controlli del caso e la perizia.

Queste verifiche sono necessarie per capire chi è il responsabile del sinistro. La compagnia comunicherà l’esito della procedura e l’offerta di risarcimento dopo soli 30 giorni, ma unicamente nel caso in cui il modulo di constatazione amichevole sia stato firmato da entrambi i conducenti.

Firmare il modulo non è obbligatorio per la controparte e in mancanza della doppia firma i tempi per definire chi ha torto si allungano e possono arrivare a 60 giorni. L’attesa si prolunga fino a 90 giorni solo nel caso in cui sia stata presentata anche una richiesta di risarcimento per infortuni alle persone.

In caso di distruzione del veicolo in seguito a incidente, il risarcimento sarà pari al valore commerciale del veicolo. È importante tenere in considerazione che il valore del veicolo è valutato prendendo in considerazione la sua età e lo stato di manutenzione.

Quando è previsto il rimborso parziale

A volte sono le stesse clausole del contratto a escludere la copertura assicurativa completa. Vediamo allora in quali ipotesi la polizza assicurativa prevede l liquidazione parziale del danno.

Il prezzo della polizza auto di base non comprende, ad esempio, i danni che si verificano in seguito all’uscita di strada. La vettura incidentata in queste condizioni riceve copertura assicurativa solo in caso di polizza kasko, una garanzia accessoria non inclusa nella polizza tradizionale.

Le riparazioni presso la carrozzeria e l’officina meccanica saranno quindi interamente a carico dell’assicurato. Anche in questo caso sarà comunque possibile usufruire dell’assistenza stradale offerta dalla compagnia.

Un’ipotesi molto simile riguarda il danneggiamento dei cristalli della macchina, che può verificarsi in caso di furto quando l’auto è parcheggiata o anche in caso di sinistro. Il risarcimento del danno anche in questa ipotesi è previsto solo se è stata sottoscritta una polizza cristalli, che è una delle garanzie accessorie più richieste.

Il rimborso può essere parziale anche in caso di franchigia, un importo fisso che rimane a carico dei clienti in caso di incidente. Si possono verificare situazioni diverse a seconda se la franchigia prevista sia assoluta o relativa.

La franchigia assoluta prevede che l’importo prefissato sia sempre a carico dell’assicurato anche se è lui ad avere la responsabilità del sinistro. Se la franchigia è di 300€ e il danno è pari a 500€, l’assicurazione provvederà solo al pagamento di 200€ a titolo di risarcimento.

La franchigia relativa prevede che solo gli importi superiori alla franchigia siano a carico della compagnia assicurativa, mentre quelli pari o inferiori all’importo prefissato per la franchigia rimarranno a carico del conducente.

La previsione di una franchigia va valutata molto bene, perché è vero che fa abbassare il premio assicurativo da pagare, ma potrebbe costare molto di più all’assicurato.

Quando l’assicurazione non copre il danno

Il contratto di assicurazione può escludere totalmente il rimborso quando prevede una clausola di esclusione, che elenca tutte le ipotesi in cui il risarcimento non è previsto. Per valutare se accettare o meno una simile clausola, il cliente deve leggere con molta attenzione tutte le condizioni.

La copertura totale del danno può essere esclusa anche in presenza di un diritto di rivalsa. Se ad esempio gli incidenti si verificano quando i conducenti sono senza patente o stanno guidando sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, il risarcimento è escluso in presenza del relativo diritto di rivalsa.

Quando è previsto il diritto di rivalsa, in caso di danni all’autovettura, le spese saranno interamente a carico dell’automobilista.

Oltre alle sanzioni previste dalla legge, l’incidente provocato dall’assicurato sarà registrato nell’attestato di rischio e comporterà un adeguamento della classe di merito.

Il diritto di rivalsa rappresenta una forma di tutela per le stesse compagnie assicurative da comportamenti non conformi alle regole della strada, ma al tempo stesso è un modo per spingere i conducenti ad essere più prudenti e rispettosi del Codice.

 

Articolo tratto da linear. it

https://assiconsergroup.wordpress.com/

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CONSTATAZIONE AMICHEVOLE: CHE COS’È, COME FUNZIONA E COME VA COMPILATA

Tutto quello che bisogna sapere sul Modulo blu

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  • Cos’è la constatazione amichevole
    Semplifica la procedura per la denuncia del sinistro.
  • La compilazione del modulo blu
    Scopri come compilare tutti i campi del CAI e del CID
  • I campi da compilare nel modulo di constatazione amichevole
    Ricordati di compilare tutti i 15 campi che ti elenchiamo di seguito.
  • Le informazioni accessorie
    Sono intervenute le forze dell’ordine? Ci sono testimoni?
  • Indicazioni utili per la compilazione
    Puoi sempre contattarci per ricevere aiuto, informazioni e supporto in caso di sinistro.
  • Cosa fare in caso di disaccordo
    Qualche suggerimento utile per semplificare la ricostruzione dei fatti in caso non ci sia accordo tra le parti.
  • Le tempistiche della constatazione amichevole
    Tempi rapidi in caso di accordo tra le parti i tempi, anche grazie al processo di dematerializzazione dei fascicoli.

La constatazione amichevole è quel modulo blu che la maggior parte degli automobilisti conserva nello sportello del cruscotto. In quanti sanno davvero come funziona e come si compila? In caso di sinistro è un documento molto utile, quindi è meglio non farsi trovare impreparati e capire in che modo utilizzarlo.


Cos’è la constatazione amichevole

Il modulo di constatazione amichevole serve ad avere una visione chiara della dinamica dell’incidente, in modo tale da individuare la responsabilità dei conducenti coinvolti e, se possibile, ottenere il risarcimento diretto da parte della propria compagnia assicurativa.

Per identificarlo si usano anche due diverse sigle: modulo CAI, constatazione amichevole di incidente, e CID, convenzione indennizzo diretto. L’obiettivo del modulo è quello di semplificare la procedura per la denuncia del sinistro, inserendo tutte le informazioni necessarie.

I benefici per gli automobilisti non sono di poco conto e per questa ragione il CID non dovrebbe mancare mai all’interno dell’auto.

La compilazione del modulo blu

Per compilare il modulo di constatazione amichevole, bisogna riempire tutti i campi pertinenti. Bisogna ricordare che in caso di incidente tra 2 veicoli basta un unico modulo, mentre se i veicoli dovessero essere 3, allora servirà un modulo in più.

La prima parte del modulo CAI è dedicata ai dati generali che servono per circoscrivere data e luogo dell’incidente, ma anche a individuare la presenza di danni a cose o persone e la presenza di eventuali testimoni.

La seconda parte è quella più articolata e contiene i dati specifici di ogni veicolo, dal conducente alla compagnia assicurativa. È qui che vanno indicate le circostanze dell’incidente, che devono essere descritte nei dettagli e rappresentate anche graficamente.

La terza e ultima parte è dedicata a tutte le altre informazioni che possono riguardare l’intervento di una pubblica autorità e i dati anagrafici di eventuali testimoni e feriti. In questa sezione vanno inserite anche le generalità del proprietario del mezzo, ma solo diverso rispetto all’intestatario della polizza assicurativa.

I campi da compilare nel modulo di constatazione amichevole

Le prime due sezioni del modulo, che sono quelle più corpose, prevedono la compilazione di 15 punti, a cui vanno ad aggiungersi anche quelli dedicati alle informazioni accessorie. Ecco nel dettaglio, punto per punto, come compilare il modulo con i seguenti dati:

  1. Nel primo punto vanno indicati la data e l’ora del sinistro.
  2. Bisogna scrivere il luogo dell’incidente, specificando il comune, la provincia e l’indirizzo esatto.
  3. Nel terzo punto è possibile indicare la presenza di eventuali feriti. Se ci sono stati feriti, bisogna bassare la casella Sì, anche se si tratta di lesioni di lieve entità. In caso contrario bisogna barrare la casella NO.
  4. Va segnato se l’incidente ha provocato danni ad altri veicoli, oltre a quelli direttamente coinvolti nel sinistro, oppure ad oggetti diversi da veicoli. In questi casi bisogna precisare chi o cosa è stato danneggiato.
  5. Nel punto 5 vanno inseriti i dati relativi ai testimoni. Nello specifico, bisogna indicare nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. Bisogna anche specificare se questi testimoni erano trasportati in uno dei veicoli coinvolti.
  6. Con i punto 6 ha inizio la sezione dedicata ai dati di ciascun mezzo, sia che si tratti di furgoni, auto e moto. Qui vanno scritti i dati anagrafici del contraente e in particolare bisogna precisare nome, cognome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenze, numero di telefono o e-mail.
  7. Vanno indicati i dati del veicolo, che viene identificato attraverso la marca e il modello, la targa dell’auto, il numero di telaio e lo stato di immatricolazione. Se è presente anche un rimorchio, bisogna compilare anche i suoi dati. Tutti questi dati possono essere reperiti dal foglio di circolazione.
  8. Occorre scrivere i dati della compagnia assicurativa e a questo scopo può essere utile ricopiare le informazioni contenute nel contrassegno di assicurazione. In particolare servono la denominazione della compagnia, il numero di polizza, il numero della carta verde, la validità del certificato di assicurazione, i dati dell’agenzia o dell’intermediario assicurativo. È necessario precisare anche se la polizza RC auto copre anche i danni materiali al veicolo.
  9. Al punto 9 si scrivono i dati del conducente. Oltre alle informazioni anagrafiche e relative alla residenza, bisogna anche indicare il numero della patente di guida, la sua tipologia (ad esempio A o B) e la validità. È possibile che il conducente e il contraente della polizza siano la stessa persona, ma questo campo va compilato in ogni caso.
  10. Nel punto 10 c’è la rappresentazione grafica di una moto, un’auto e un furgone. Qui bisogna indicare con una freccia qual è il punto d’urto iniziale.
  11. Bisogna descrivere i danni visibili del veicolo.
  12. Il punto 12, collocato nella parte centrale del primo foglio, è molto articolato e indica una serie di circostanze che possono essere utili alla descrizione della dinamica dell’incidente. Bisogna mettere una croce solo in corrispondenza delle caselle pertinenti.
  13. Nel punto 13 si trova un campo dedicato al disegno che dovrebbe rappresentare graficamente il momento dell’urto. Nello specifico occorre indicare il tracciato delle strade, la direzione di marcia dei veicoli, la loro posizione al momento dell’urto, i segnali stradali e i nomi delle strade. Non occorre essere artisti, ma sarà sufficiente un disegno semplice ed esplicativo.
  14. Vanno indicate eventuali osservazioni utili alla descrizione dell’incidente e che non trovano spazio in un’altra parte del modulo blu.
  15. Nel punto 5 vanno apposte le firme dei conducenti.

Le informazioni accessorie

Dopo aver compilato i primi 15 campi, bisogna passare alle informazioni accessorie. Se sul luogo dell’incidente intervengono le forze dell’ordine, come Polizia, Carabinieri o Vigili Urbani, va segnato nel modulo.

È in questa sezione che vanno inseriti i dati anagrafici delle persone presenti al momento dell’incidente e che si sono rese disponibili per una testimonianza. Vanno indicati qui anche i dati del proprietario del mezzo, ma solo se si tratta di una persona diversa dall’assicurato.

Queste informazioni aggiuntive non sono obbligatorie e nel caso in cui non siano necessarie, basta lasciare in bianco i campi corrispondenti.

Indicazioni utili per la compilazione

Una volta compilata la denuncia di sinistro con il modulo di constatazione amichevole, non è più possibile modificarla. Conviene quindi prestare la dovuta attenzione in fase di compilazione, così da non commettere errori, soprattutto quando si riportano le targhe dei veicoli.

Per quanto riguarda la sezione dedicata ai dati di entrambi i veicoli, bisogna identificarne uno come veicolo A e l’altro come veicolo B. Sotto ai dati dei mezzi, bisogna alla stesso modo compilare i campi relativi ad entrambi i conducenti.

In caso di difficolta nella compilazione, si possono seguire le istruzioninell’ultima pagina del modulo blu. Se dovessero ancora rimanere dei dubbi, è possibile contattare il servizio sinistri della propria compagnia assicurativa tramite il numero verde messo a disposizione del contraente.

Cosa fare se manca l’accordo tra le parti

Quando la dinamica dell’incidente non risulta abbastanza chiara, è possibile che non ci sia accordo tra le parti. Anche in questo caso il conducente di ciascun mezzo potrà compilare il modulo di constatazione amichevole e presentare una richiesta di risarcimento danni.

In questi casi sarà molto difficile che la controparte apponga la propria firma sul modulo e i tempi per l’accertamento della responsabilità si allungano un po’. Non è obbligatorio presentare un CID firmato anche dal conducente dell’altro veicolo, ma è importante che la denuncia di sinistro sia compilata in tutte le parti.

Per semplificare la ricostruzione dei fatti può essere utile anche fare delle foto, che andranno allegate al modulo blu. Solo dopo le foto sarà possibile contattare l’assistenza stradale per far spostare il proprio veicolo dalla strada, nel caso in cui abbia subito dei danni al motore e non siano in condizioni di marciare.

Quando il sinistro è avvenuto in presenza di testimoni, in caso di disaccordo può essere determinante il loro intervento. La dichiarazione dei testimoni va allegata al CID insieme ad una copia del loro documento d’identità. Questi documenti possono essere inviati alla compagnia anche in formato digitale.

Anche l’intervento delle autorità è molto importante per offrire una valutazione obiettiva della dinamica dell’incidente.

Le tempistiche della constatazione amichevole

Il modulo di constatazione amichevole va presentato nei tempi e nelle modalità previste dal codice di assicurazione. In particolare il CID deve essere trasmesso entro 3 giorni dal sinistro alla propria compagnia assicurativa. In caso di accordo tra le parti i tempi per la gestione del sinistro sono abbastanza rapidi, anche grazie al processo di dematerializzazione dei fascicoli.

Dopo la presentazione del CID seguirà una fase in cui le rispettive compagnie assicurative dialogano tra loro, ma i rimborso dei danni in genere arriva entro 30 giorni dalla data dell’incidente.

Quando manca l’accordo tra le parti, il danneggiato potrà ricevere il rimborso solo dopo 60 giorni. Questo mese ulteriore sarà necessario per nominare le varie figure che intervengono nelle pratiche (come il perito, il liquidatore ed eventualmente un avvocato nominato dagli assicurati che richiedono tutela legale), espletare le perizie e presentare le contestazioni.

I tempi per la liquidazione del danno invece si allungano ancora un po’ in presenza di infortuni. È bene precisare che in questo caso bisogna deve allegare al modulo blu anche il certificato medico, sia in caso di infortuni al conducente che ad uno dei passeggeri.

Cosa accade dopo la constatazione amichevole

Così come previsto dal codice delle assicurazioni e precisato nell’informativa precontrattuale, dopo l’incidente va aggiornato lo storico dei sinistri nell’attestato di rischio di entrambi gli assicurati.

L’attribuzione della responsabilità civile ad uno dei veicoli assicurati, comporta un aggiornamento della classe di merito e di conseguenza anche un innalzamento del premio assicurativo. Nel caso in cui chi usufruisce della classe di merito di un familiare per effetto della legge Bersani sia responsabile per un sinistro, non ci saranno conseguenze per la persona dalla quale è stata ereditata la classe di merito.

La classe di merito del danneggiato, nel caso in cui sia stata totalmente esclusa la sua responsabilità, non subirà alcuna modifica. Riceverà il rimborso diretto dalla propria assicurazione per i danni coperti. Capita a volte che non tutti i danni ricevano copertura, come ad esempio la rottura dei cristalli, per i quali è prevista una polizza dedicata. Se esiste una particolare convenzione, il danneggiato potrà rivolgersi alle carrozzerie convenzionate per le riparazioni.

Fondo di Garanzia Vittime della Strada, cos’è e come funziona

In caso di incidente è fondamentale che chi l’ha provocato sia regolarmente assicurato, ma purtroppo non è sempre così, e se a questo aggiungiamo chi fugge senza lasciare traccia e chi causa incidenti con auto rubate, Modern car accident involving two cars on the roadsono diverse le situazioni in cui la vittima di un sinistro non ha modo di rivalersi sul responsabile. Esiste però un importantissimo ente che si occupa di risarcire chi subisce un danno, più o meno grave, da veicoli non identificati o non assicurati, ed è il Fondo di Garanzia Vittime della Strada.

Il Fondo di Garanzia Vittime della Strada è operativo nel nostro Paese dal 1971, anno dell’entrata in vigore della legge 990/1969, ed è amministrato dalla Consap in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’IVASS. Il Fondo è alimentato dai veicoli regolarmente assicurati tramite un’aliquota del 2,50% sui premi incassati e interviene in tutti i casi in cui non è possibile ricorrere alla compagnia assicuratrice del responsabile del danno: veicoli e natanti non identificati, senza assicurazione, assicurati ma con imprese in fallimento, veicoli sottratti al proprietario e intestatario della polizza. Sono di competenza del Fondo anche gli incidenti causati da veicoli spediti in Italia da un Paese dell’area UE, o i sinistri provocati da veicoli esteri con una targa non regolarmente associata al mezzo. Dal sito della Consap è possibile selezionare la situazione di cui si è vittime e presentare domanda di risarcimento.sara-services-3

Per quanto riguarda i massimali del Fondo, dall’11 giugno 2017 sono fissati a 6.070.000 euro per danni alla persona, 1.220.000 euro per danni alle cose, a sinistro. In caso di incidente causato da un mezzo non assicurato, la vittima ha diritto al risarcimento completo sia dei danni fisici che dei danni materiali. In caso di incidente con un mezzo non identificato è previsto invece di base solo il risarcimento integrale dei danni alla persona, e solo se questi danni sono gravi si prevede un risarcimento anche dei danni alle cose, rispettando una franchigia di 500 euro. Affinché il cliente possa sempre contare sul risarcimento dei danni al proprio veicolo, anche quando i danni fisici che ha riportato dopo l’incidente sono lievi, alcune compagnie, ad esempio Genialloyd e Genertel, prevedono un’apposita garanzia per il caso collisione con veicoli non identificati che va a completare la tutela offerta dal Fondo Vittime della Strada.

Articolo tratto da Facile.it

Il Tribunale di Padova rottama gli esami strumentali

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Il Tribunale di Padova torna ad affrontare la questione degli esami strumentali nelle micro-permanenti con una sentenza pubblicata il 26.01.17 recante il nr. 242/2017 e resa all’esito di un giudizio di appello promosso da una compagnia di assicurazione. Il giudice monocratico ha ribadito una linea interpretativa dell’art. 32 comma 3 ter e 3 quater della legge 27/2012 già tracciata con una pronuncia di analogo tenore del 2016. In estrema sintesi, per il tribunale patavino non è accettabile l’interpretazione delle citate norme (patrocinata invece dalle compagnie) secondo la quale le lesioni micro-permanenti sarebbero risarcibili solo laddove comprovate attraverso esami strumentali.

Il Tribunale ha sottolineato come le previsioni di cui ai commi 3 ter e 3 quater debbano essere necessariamente armonizzate alla luce di quella circostanza, ben nota in ambito medico-legale, secondo cui l’esame obiettivo si compone dell’insieme delle manovre diagnostiche effettuate dal medico per verificare la presenza di segni indicativi di una deviazione dalla condizione di ‘normalità fisiologica’. Sulla scorta di ciò, l’avverbio “visivamente” del comma 3 quater deve intendersi come sinonimo di “evidenza scientifica”.

Ne discende che entrambi i commi dell’art. 32 richiedono, ai finsara-servicesi del risarcimento, che la lesione sia suscettibile di accertamento medico legale e non anche, e inderogabilmente, di rilevazione strumentale “non essendovi infatti alcuna plausibile ragione per cui un limite alla risarcibilità delle conseguenze della lesione del bene salute debba operare solo per i postumi permanenti e non per la invalidità temporanea”.

Il tribunale, con la sentenza in commento, ha anche messo in evidenza come l’approccio ermeneutico suggerito non possa considerarsi in contrasto con i più recenti arresti della Corte Costituzionale e, in particolare, con l’ordinanza nr. 242 del 26.11
.15. Con precipuo riferimento a tale ultima pronuncia della Corte, il Tribunale di Padova rivendica una prerogativa di ogni organo giudicante garantita da quel pacifico principio di diritto in virtù del quale il vincolo discendente da una sentenza interpretativa di rigetto resa dai giudici costituzionali è soltanto negativo. Esso consiste, cioè, nell’obbligo di non applicare la norma secondo l’interpretazione ritenuta non conforme al parametro costituzionale specificamente evocato e scrutinato dalla corte. Pertanto, i giudici di merito sono liberi di interpretare la stessa norma ai sensi dell’art. 101 secondo comma della carta costituzionale poggiando il proprio iter logico argomentativo su interpretazioni differenti ritenute, però, comunque compatibili con la Costituzione.

Relativamente al caso di specie – sottolinea  il Tribunale veneto – è vero che la Corte ha affermato la legittimità costituzionale della norma dell’art. 32 anche se letta nel senso di rendere comunque imprescindibile un accertamento strumentale. D’altro canto e tuttavia, essa non ha minimamente sconfessato l’orientamento interpretativo secondo cui l’accertamento strumentale non sarebbe necessario in alcuni specifici casi.

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Un altro elemento interessante, contenuto nella pronuncia de quo, riguarda la collocazione cronologica dell’eventuale esame strumentale: nessuna norma prescrive che essi debbano essere necessariamente effettuati nell’immediatezza dell’evento o nei giorni immediatamente successivi. Ergo,  la circostanza che i radiogrammi del rachide cervicale datino  a una quarantina di giorni dal sinistro non vale a precludere la ristorabilità della lesione giacché “la norma di legge non prescrive in alcun modo che esso debba avvenire  nell’immediatezza del fatto lesivo bastando che il medico legale sia in grado di affermare la riconducibilità della lesione all’evento stesso”.

Articolo tratto da: responsabilecivile.it

LEGGI IL TESTO DELLA SENTENZA 


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Assicurazioni e Incidenti…L’indennizzo diretto: cos’è e come funziona

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In seguito al Decreto Bersani, a partire dal 1° febbraio 2007 è stata introdotta un’importante innovazione in ambito assicurativo, nota come indennizzo o risarcimento diretto. Tale norma prevede che, se si rimane coinvolti in un incidente di cui non si è responsabili o di cui si è responsabili solo in parte, il rimborso vada richiesto direttamente alla propria compagnia e non a quella della controparte che ha causato il sinistro.

Condizioni di applicabilità

L’incidente deve aver coinvolto solo e soltanto due veicoli a motore identificati, assicurati ed immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nello Stato del Vaticano.
Per il risarcimento dei danni fisici riportati dal conducente, è necessario che questi non superino il 9% di invalidità permanente.
L’indennizzo diretto viene applicato anche qualora terzi trasportati abbiano presentato lesioni gravi (superiori al 9%).

Fanno eccezione

I casi di incidente avvenuto fuori dall’Italia, dalla Repubblica di San Marino o dallo Stato del Vaticano.
I casi in cui la controparte risieda all’estero.
I casi in cui siano stati coinvolti più di due veicoli.
Gli incidenti in cui il conducente abbia riportato danni gravi, cioè lesioni superiori al 9% di invalidità permanente. In questo caso, è comunque possibile richiedere il risarcimento per i danni alle cose e al veicolo.
I casi in cui nell’incidente sia coinvolto almeno un ciclomotore non munito del nuovo sistema di targatura previsto dal D.P.R. 6 marzo 2006, n.153.

Modalità della richiesta di risarcimento

La richiesta di indennizzo deve essere presentata, unitamente alla denuncia e al Modulo Blu, alla compagnia assicurativa (anche attraverso il proprio Broker) a mano, via lettera raccomandata a. r., via fax o via posta elettronica. È importante, per lo svolgimento delle operazioni richieste, che la domanda sia compilata con esattezza in ogni sua parte.

Tempistiche

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento completa in ogni sua parte, l’assicuratore è tenuto a presentare l’offerta di indennizzo:

entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta, per i danni al veicolo e alle cose (questo limite viene ridotto a 30 giorni nel caso in cui entrambi i conducenti abbiano sottoscritto il modulo di constatazione amichevole);
entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta, per i danni alle persone.
Se l’assicurato dichiara di accettare la proposta di risarcimento, questo deve essere effettuato entro 15 giorni. Qualora la richiesta presentata non fosse completa, la Compagnia assicurativa è tenuta a richiedere le integrazioni necessarie entro 30 giorni. In caso di rifiuto di indennizzo, la Compagnia è tenuta a inviare entro 30 giorni via raccomandata con ricevuta di ritorno le ragioni dell’avvenuta esclusione.

Risarcimento ordinario: cos’è e quando interviene

Quando non è possibile applicare l’indennizzo diretto, si applica la procedura ordinaria di risarcimento. In questo caso, la denuncia del sinistro deve essere indirizzata alla propria compagnia assicuratrice, mentre la richiesta di risarcimento danni deve essere presentata alla compagnia assicuratrice del responsabile dell’incidente.

Se non vuoi che la tua richiesta decada, devi inviare la richiesta di risarcimento entro due anni dall’incidente.
Una volta ricevuta la richiesta, la compagnia deve formulare un’offerta al danneggiato, (o specificare i motivi per i quali non reputa opportuno fare offerte), entro le seguenti scadenze:

30 giorni se e’ stato firmato il CID;
60 giorni se viene richiesto un risarcimento solo per danni alle cose;
90 giorni se viene richiesto un risarcimento per danni anche alle persone.
Se la compagnia non risponde entro questi termini, o se la persona danneggiata non vuole accettare la proposta di risarcimento, è possibile dare avvio ad un procedimento giudiziario e la decisione finale spetterà al giudice.

Articolo tratto da Facile.it


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