Assicurazioni: sempre più progetti nel digitale

I dati del Digital Insurance Hub

Le compagnie assicurative si fanno sempre più digital, ma questa ormai non è certo una novità: dalle assicurazioni online all’utilizzo dei big data, il web offre numerosissime opportunità di crescita per le imprese assicurative, che dispongono ora di molte informazioni capaci di profilare la clientela, le sue necessità e i suoi bisogni in materia di protezione.ai-blur-codes-577585.jpg

Si tratta di un fenomeno di grande portata, quello della digitalizzazione, che oggi non può essere trascurato se si vuole rimanere competitivi in un contesto sempre più popolato. Ed è proprio in quest’ottica che le compagnia italiane negli ultimi anni hanno deciso di portare avanti grandi investimenti specialmente in campo di big data e analytics, che permettono di gestire in modo integrato un’ampia serie di informazioni per costruire prodotti sempre più innovativi e in linea con le esigenze del mercato.

Ecco le principali tematiche che sono state affrontate nel corso del secondo stream di ricerca del Digital Insurance Hub, promosso da CeTIF, CRIF e RGI, al quale hanno preso parte alcune delle principali aziende assicurative operanti nel mercato italiano. Una ricerca corposa e organica che ha preso in considerazione siti web e piani strategici di molte compagnie (36) operanti sul nostro territorio: ne è emerso che ben il 35% di queste è attualmente impegnata a fare progetti orientati al mondo big data e analytics.

La gestione dei dati, infatti, risulta essere alla base dello sviluppo di diversi tipi di progetti, tutti accomunati dalla volontà di studiare nuove soluzioni per mantenersi competitivi. L’introduzione di queste iniziative ha però richiesto alle compagnie un impegno ulteriore verso le direttive segnalate dall’European General Data Protection Regulation, anche se nel 2017 secondo i dati elaborati dagli esperti la metà del campione delle compagnie prese in esame aveva già avviato tutte le pratiche per essere in regola entro il termine ultimo indicato dalla normativa stessa.

tratto da Facile.it

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Assicurazioni salute: i consigli dell’Ania

Assicurazione in chiaro di Ania

Solamente qualche giorno fa l’Ania ha pubblicato una nuova guida sulle assicurazioni salute; si tratta del quinto volume di una più ampia collana dal titolo “L’Assicurazione in chiaro” che ha lo scopo di fornire un concreto supporto informativo ai consumatori su più fronti in materia di protezione.img[1]

Questa volta la pubblicazione si dedica in maniera specifica alle assicurazioni salute che permettono di tutelare il sottoscrivente da tutte quelle situazioni impreviste che possono portare a spese sanitarie anche piuttosto onerose come nel caso di un intervento chirurgico o un ricovero in ospedale.

Una situazione sempre più diffusa in Italia e confermata dalle ultime elaborazioni condotte dall’Istat; nel corso del 2016, infatti, ben 35 milioni di nostri connazionali hanno dovuto affrontare spese collegate alla loro salute e di questi 7,8 milioni lo hanno fatto facendo ricorso a risparmi per far fronte a questa necessità.

Che il sistema sanitario italiano stia vivendo un momento abbastanza critico è ormai noto: le liste di attesa sono sempre più lunghe ed ecco perché in molti, anche solo per una visita, scelgono di fare ricorso a cliniche private, potendo così contare su tempistiche più snelle ma in parallelo questa decisone comporta anche un budget da destinare decisamente più alto.

Sottoscrivere un’assicurazione vita, dunque, può rivelarsi una scelta intelligente in quanto a fronte del pagamento di un premio mensile è possibile dedicarsi alla cura di se stessi e della propria salute con una più grande serenità.

Ecco perché attraverso questa pubblicazione l’Ania ha voluto fornire ai consumatori un quadro completo e dettagliato delle varie coperture disponibili oggi sul mercato, spiegandone il funzionamento e le differenze tra un prodotto e l’altro. All’interno del volume verranno approfonditi anche alcuni particolari aspetti normalmente poco trattati come, ad esempio, il questionario anamnestico o la normativa fiscale e le agevolazioni per chi possiede una copertura di questo tipo.

Tratto da Facile.it

Polizze via web: come stare alla larga dalle truffe

Riconoscere le truffe online sulle assicurazioni

Le truffe e i malintenzionati non vanno mai in vacanza e per questo l’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ricorda a tutti i consumatori, a caccia della polizza più conveniente, il pericolo di imbattersi nelle cosiddette compagnie fantasma, ovvero compagnie assicurative non autorizzate ad operare in Italia e pertanto non abilitate al rilascio di alcuna copertura.

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L’ultimo allarme è stato lanciato dall’Istituto in occasione della segnalazione di tre siti internet che offrivano polizze Rc auto anche di durata temporanea.

In sintesi i tre siti, http://www.noiassicurazioni.it, http://www.insiemesicuri.it e http://www.feliciesicuri.it – come si legge in una nota dell’Ivass – non erano in alcun modo riconducibili a soggetti iscritti nel Registro Unico degli Intermediari (e pertanto, in sintesi, non erano autorizzati a rilasciare alcuna polizza valida).

Una volta accertato il fatto, l’Ivass ha chiesto alle autorità competenti l’oscuramento dei tre siti, ma per evitare il continuo proliferare di questi soggetti, in grado di catturare l’attenzione facendo leva su tariffe molto basse, l’Istituto ha raccomandato ai consumatori di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea.

In pratica, prima della sottoscrizione dei contratti, è opportuno verificare che le polizze siano emesse da imprese e intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa tramite la consultazione sul sito dell’Ivass di alcuni elenchi: quello delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la Rc auto); l’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, società non autorizzate e ai siti internet non conformi alla disciplina sull’intermediazione; il Registro Unico degli Intermediari e dell’elenco degli intermediari dell’Unione Europea.

L’Ivass suggerisce inoltre di verificare, sempre sul sito dell’Istituto che, nel caso in cui il beneficiario del pagamento del premio sia un intermediario, se questo formula al cliente richiesta di pagamento a favore di carte di credito prepagate/ricaricabili e/o conti bancari/postali (anche on-line), l’intermediario iscritto nel Rui sia il titolare della carta o del conto.

In generale poi, per essere sicuri di avere a che fare con operatori autorizzati, basta seguire delle norme di buon senso, stando alla larga da quei soggetti che non forniscono tutti i dati relativi alla loro identità. Come ricorda quindi l’Ivass occorre verificare che i siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari che esercitano l’attività tramite internet contengano i dati identificativi dell’intermediario e quindi l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; il numero e la data di iscrizione al Registro Unico degli Intermediari nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.

Tratto da Facile.it

Moto.app, la tecnologia che combatte le buche

Ecco la nuova app dedicata agli amanti delle due ruote

Il tema sicurezza è al centro dell’attenzione del mondo delle due ruote. E’, infatti, disponibile la nuova Moto.App, dedicata ai centauri, presentata al pubblico da Confindustria Ancma, Associazione nazionale del ciclo, motociclo e accessori, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. L’app, gratuita, è disponibile per iPhone e per Android: offre tutta una serie di funzionalità utili ai motociclisti, ponendo l’accento sul tema delle buche, ormai diventate insidie per chi viaggia sulle due ruote.moto-app

L’app educativa. “L’app amplia in maniera tecnologica l’orizzonte sicurezza, arricchendolo con un contributo educativo, in modo da migliorare il comportamento dei motociclisti”, spiega Andrea Dell’Orto, presidente Ancma. Giusto, anche se il comportamento su strada dei motociclisti si dimostra già adesso alquanto virtuoso. Lo dicono i numeri, secondo cui l’Rc moto, come l’Rc auto, è in ribasso: nel primo semestre 2018, l’assicurazione moto è scesa del 3,1% rispetto a fine 2017, raggiungendo quota 334 euro: tutto merito della maggiore attenzione che i motociclisti mettono nel comportamento alla guida.

Tre livelli di utilizzo per la nuova app. Starter, Explorer e Adventure sono i tre i livelli di utilizzo. Starter permette di iscriversi associando la propria moto. L’app registra il tragitto attraverso il gps del telefono: basta lanciarla per iniziarne l’uso, ricevendo informazioni sul percorso che si effettua. Il secondo livello, Explorer, fa in modo di registrare i propri percorsi automaticamente con un piccolo dispositivo, chiamato dongle, collegato direttamente alla moto: comunica con la app tramite Bluetooth e permette di avere le statistiche più dettagliate. L’ultimo livello è Adventure: prevede l’installazione di Moto.Box (o di qualsiasi altra scatola nera) consentendo di tenere sotto controllo sia la posizione della moto che lo stato del veicolo. Con questo livello premium è possibile, inoltre, attivare un’altra funzione di sicurezza, quella che consente di ricevere l’alert (via sms ed e-mail) nel caso in cui la batteria sia scarica oppure staccata e in caso di spostamento della moto a motore spento.

Parte la campagna #Bastabuche. Per porre ancora di più l’accento sul problema sicurezza, Confindustria Ancma ha lanciato la campagna #bastabuche. Come sia sviluppato, lo spiega il direttore di Ancma, Pier Francesco Caliari. “Bastabuche si muove su due fronti: con il coinvolgimento di vari testimonial e di giornalisti, cui sarà affidato un telefonino per fotografare le buche su strade urbane, condividendole sui social con l’hashtag dedicato, e, d’all’altra parte, tramite una sezione specifica dell’app, nella quale sono inserite le foto degli utenti stessi che permetteranno di geolocalizzare le buche sulla mappa della città girandole direttamente sui device di tutti gli altri”.

Una community che comunica la mappa del territorio. Il software di Moto.App consentirà dunque alla comunità dei motociclisti iscritti di segnalare i punti critici dell’asfalto, contribuendo parecchio a mappare le buche su tutto il territorio nazionale. La logica della community, secondo Ancma, è uno dei punti forti del nuovo servizio. Nele prossime release dell’app, infatti, verranno inserite tra le funzioni quella che consentirà di creare un moto club virtuale e personalizzato, tramite cui si potranno incontrare i motociclisti che sono nelle vicinanze confrontando i progressi fatti in tema sicurezza.

Sicurezza stradale: i dispositivi che aiutano

Quando la tecnologia salva la vita

A volte può essere sufficiente anche una piccola distrazione per commettere un sinistro o un’infrazione del codice della strada quando si è alla guida di un veicolo. Ecco perché gli operatori del settore hanno messo a punto una serie di app e dispositivi con lo scopo di fornire un concreto supporto a tutti i guidatori perché, come sappiamo, non è sufficiente dotarsi di una buona Rc Auto per sentirsi protetti.

A man's hand on an automatic gearbox. Automatic shift transmission.

A questo proposito il Corriere.it solamente qualche giorno fa ha raccolto una serie di utili innovazioni e best practice con la volontà di aiutare gli automobilisti ad evitare sanzioni e rischi. Una tra le principali criticità evidenziate in questo contesto riguarda i limiti di guida; fortunatamente le auto moderne dispongono di sistemi in grado di tenere sotto controllo l’andamento del veicolo in modo più semplice come, ad esempio, il cruise control che permette di mantenere costante la velocità. Questo strumento, oltre ad essere una facilitazione in materia di sicurezza sulla strada, permette anche di mettere a riparo la propria patente e il proprio portafogli da sanzioni provenienti da tutor e autovelox.

Alcune auto, poi, dispongono di particolari sistemi acustici e visivi avanzati che, al superamento del limite, inviano un segnale al guidatore per avvertirlo del rischio che sta correndo. Andando poi su vetture più attrezzate possiamo segnalare anche l’occhio elettronico: si tratta di una sorta di telecamera capace di leggere i cartelli sulle careggiate e riportare il limite sul cruscotto in modo che il conducente abbia sempre ben in vista la velocità adeguata a cui andare.

Viaggiare in sicurezza, comunque presenta anche vantaggi degni di nota sul fronte della convenienza e non solo nel caso in cui si evitino multe per non aver rispettato i limiti di velocità. Mantenere un andamento costante alla guida di un veicolo fa infatti risparmiare carburante e contribuisce a ridurre le emissioni nocive nell’ambiente.

tratto da facile.it

Black Box: quanto sono affidabili?

Ecco le principali preoccupazioni espresse dagli operatori del settore

Secondo quanto stabilito di recente dalla legge concorrenza la tanto chiacchierata scatola nera arriverà presto a costituire prova ufficiale in caso di incidente stradale. Si tratta di una novità che ha visto il contrapporsi di pareri discordanti tra gli operatori del settore, molti dei quali si sentono dubbiosi rispetto all’affidabilità di questo strumento per decretare la dinamica di un incidente.scatola_ne_55845242

Come sappiamo, negli ultimi mesi sono molti i guidatori che hanno scelto di installare sul proprio veicolo la black box, anche a fronte delle riduzioni piuttosto consistenti sul premio dell’Rc Auto. Non solo, questo strumento permette anche di ottenere un maggior grado di sicurezza alla guida grazie al fatto di essere sempre rintracciabili in caso di necessità. Nonostante ciò, nel corso degli ultimi mesi, sono giunte numerose segnalazioni ai ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture a seguito dei decreti attuativi che mettono in luce le caratteristiche di questo strumento. A questo proposito un articolo de Il Sole 24 Ore si è occupato di sintetizzare le principali preoccupazioni su questo fronte degli operatori del settore.

Le maggiori criticità rispetto alla black box riguardano soprattutto la precisione e l’affidabilità nella ricostruzione delle dinamiche dei sinistri e, in particolare, la distanza di massima tolleranza che arriva a 10 metri per la determinazione della posizione del veicolo coinvolto, cosa che si rivela particolarmente utile nel localizzare un mezzo nello spazio ma non abbastanza per capire a quale distanza fosse rispetto a cose o persone oppure in quale carreggiata viaggiasse.

Su questo fronte anche l’Ania si è espressa, rimarcando la larga fiducia riposta in questi dispositivi dal momento che le scatole nere attualmente sul mercato risultano essere particolarmente efficienti. Tra i vari dubbi sollevati dalle diverse associazioni di settore rispetto alla black box c’è poi tutta la sfera che riguarda la privacy in quanto il monitoraggio costante entrerebbe in conflitto con il nuovo regolamento europeo sulla privacy.

tratto da Facile.it

Assicurazioni viaggio: allarme in USA

Polizze poco chiare e inefficaci

Allarme assicurazioni viaggio in Usa: secondo il senatore Ed Markey nel paese sarebbero attualmente commercializzate un numero piuttosto alto di polizze che presentano caratteristiche non chiare e trasparenti, che vanno contro i principi base nell’ambito della tutela dei consumatori. Stiamo parlando in linea di massima di piccoli cavilli nei contratti di varia natura, regole e clausole “nascoste” che però al momento reale di necessità d’intervento, in caso ad esempio di cancellazione del volo o emergenze di diverso genere, si rivelano inefficaci.sam_9691

A mettere sotto la lente d’ingrandimento i rischi provenienti dal segmento delle coperture viaggio ci ha pensato di recente il senatore democratico del Massachusetts Ed Markey, con la pubblicazione di un rapporto dal titolo “Flyer Beware”. Si tratta di un’accusa pesante per l’intero settore: dalle compagnie aeree, ai siti di vendita di soluzioni assicurative, sembrerebbe che ci siano una serie di pressioni più o meno accentuate sugli utenti per convincerli ad acquistare questi prodotti di protezione. Ricordiamo che spesso le assicurazioni viaggio vengono vendute in occasione dell’acquisto di un altro prodotto, come può essere ad esempio un volo aereo; in questo caso è stato stimato che si possa arrivare a pagare fino al 7,5% in più su un volo domestico, cifra che si fa nettamente più consistente se si parla invece di viaggi all’estero.

Numeri alla mano, i consumatori che decidono di sottoscrivere una polizza viaggio sono in costante aumento: nel 2016 la spesa per questi prodotti è arrivata a raggiungere i 2,8 miliardi, cifra in progressivo crescita fino ai giorni d’oggi, nonostante alcune evidenze mettano in luce la scarsa utilità in caso di bisogno di prodotti modulati in tale maniera. A conferma di ciò il politico americano riporta proprio il caso delle compagnie aeree che negli ultimi tempi avrebbero aumentato i costi in caso di modifica del volo, spingendo così in parallelo coperture viaggio per i consumatori.

Tratto da Facile.it