ASSICURAZIONE: La Scatola NERA!!

La SCATOLA NERA nell’assicurazione auto: a cosa serve e come funziona:

Un sistema sicuro e conveniente per risparmiare sull’assicurazione a1-original[2]uto è installare a bordo una scatola nera. Gli automobilisti che scelgono questo tipo di polizza possono approfittare di tariffe più convenienti e ottenere sconti legati al loro stile di guida. Più si è corretti al volante meno si paga. Ma non solo: le scatole nere danno anche maggiori garanzie in caso di furto, perché permettono di individuare facilmente il luogo in cui si trova l’auto.

Cosa dice la legge

Le norme che regolano le assicurazioni con scatole nere sono contenute nel DDL Concorrenza. Il DDL obbliga le compagnie assicurative ad applicare “sconti significativi” sulla RC Auto a tutti i consumatori che scelgono di installare una scatola nera sul proprio veicolo. Le com
pagnie assicurative devono comunicare in anticipo a quanto ammonta lo sconto, che in ogni caso non potrà essere inferiore a quello indicato dall’ IVASS.

Questa scelta non comporta costi per l’automobilista: le spese per l’installazione dei dispositivi sono infatti a carico della compagnia scelta.
Se installi la scatola nera e la tua compagnia assicurativa non applica le tariffe scontate può essere sanzionata fino a 40.000 euro.

Come funzionano le scatole nere

La scatola nera registra e trasmette la propria posizione ai satelliti a cui è collegato e altre informazioni come la velocità, le accelerazioni e le decelerazioni a una centrale opcropped-cropped-posso-risp1.jpgerativa attraverso un collegamento telefonico. Quelle che sono comunemente indicate come “scatole nere” sono localizzatori satellitari GPS installati a bordo dell’auto.
La scatola nera, una volta entrata in funzione, registra la posizione dell’auto, i percorsi effettuati e la velocità di percorrenza. Usare questo strumento è vantaggioso sia per gli automobilisti sia per le compagnie assicurative. Non solo si può ricostruire con precisione la dinamica degli incidenti stradali, ma si può anche definire il profilo dell’automobilista sulla base delle sue abitudini di guida. Il risultato sono coperture personalizzate e, in caso di sinistro, una maggiore precisione nella ricostruzione delle responsabilità dei soggetti coinvolti e nella liquidazione dei danni.
In caso di furto grazie al segnale GPS puoi rintracciare più facilmente l’auto.

Scatole nere e privacy:

I dati registrati dalle scatole nere possono essere usati dalla compagnia assicurativa per offrire una copertura RC Auto personalizzata. La compagnia può consultare i dati in caso di incidente, per verificare cos’è accaduto e definire le responsabilità degli automobilisti coinvolti, oppure per calcolare il premio dovuto nel caso delle assicurazioni temporanee e basate sullo stile di guida.
Nelle polizze “a consumo” il premio è calcolato sulla base delle abitudini di guida dell’automobilista. Sul costo dell’RC Auto pesano diversi elementi che possono essere monitorati tramite il rilevatore satellitare, come ad esempio la percorrenza di strade considerate pericolose, il rispetto dei limiti di velocità e gli orari in cui si utilizza l’auto.
Se intalli la scatola nera, la tua compagnia è obbligate a informarti su come verranno usati i tuoi dati.

Quanto si risparmia grazie alla scatola nera

Il risparmio – che deve essere obbligatoriamente superiore al costo di installazione della scatola nera – si aggira in media tra il 10 e il 20% rispetto alla polizza standard, con picchi che arrivano fino al 60% per alcune categorie di automobilisti.

Tratto da Facile.it

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ASSICURAZIONI! Ecco a Voi: Bonus Malus, Classe di Merito, Attestato di Rischio

BONUS MALUS

Con l’espressione Bonus-Malus si intende il sistema assicurativo valido per vetture, motocicli e ciclomotori. Il premio pagato dall’assicurato cambia in base al punteggio di clasassicurazioni[1]se di merito definita in un arco di tempo (il cosiddetto “periodo di osservazione”). Se in questo periodo non ci sono stati sinistri, la classe si abbassa e così anche il preventivo RC Auto. In presenza di sinistri, si sale e quindi aumenta la quota da pagare all’ Assicurazione.

CLASSE DI MERITO

All’interno del sistema che prevede polizze RC auto con formula Bonus Malus, la classe di merito è la posizione dell’assicurato attribuita dalla compagnia assicuratrice. È espressa atrda un numero, che va da 1 a 18, sulla base del quale viene calcolato il premio assicurativo entro il periodo di osservazione. Se dopo tale periodo – stabilito in dodici mesi – non sono stati provocati incidenti, l’assicurato “scende” di classe e il prezzo della sua polizza diminuisce (ossia si benefica del bonus). Si “sale” di classe quando si è provocato uno o più sinistri: in tal caso la classe di merito peggiora, e la polizza sarà ricalcolata tenendo conto del malus.

Di norma la classe di merito di una polizza è indicata all’interno dell’attestato di rischio.

ATTESTATO DI RISCHIO

L’attestato di rischio è il documento che attesta il numero dei sinistri provocati dall’assicurato nell’ ultimo quinquennio, assieme ai sinistri pagati, i sinistri riservati ed, eventualmente, le franchigie non rimborsate alla compagnia assicuratrice. Indica la classe dposso-risp.jpgi merito di provenienza e quella assegnata dal contratto per l’anno successivo, secondo il principio della formula bonus-malus.


Nell’attestato di rischio sono indicati anche quei sinistri che non si traducono in un peggioramento della classe bonus-malus, quando cioè la quota di responsabilità dell’assicurato è uguale a quella degli altri conducenti coinvolti. In questi casi, la quota di responsabilità (espressa in percentuale) deve essere sommata a quella di eventuali altri sinistri avvenuti negli ultimi cinque anni: una volta raggiunto il limite del 51%, la classe peggiorerà.

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Pensioni di invalidità: burocrazia lumaca…

Tratto da:Redazione Global Publishers
Fonte: Cittadinanzattiva.it

Fino a 1 anno di attesa per ottenere i benefici

In un clima di guerra aperta ai falsi invalidi, chi rischia di essere penalizzato da requisiti stringenti, pratiche e controlli infiniti sono sempre gli stessi, cioè coloro che hanno realmente bisogno di un sostegno per far fronte alla loro particolare condizione. Passaggi burocratici che si moltiplicano ogni giorno di più e inefficienze delle procedure informatiche contribuiscono ad aggravare ulteriormente questa situazione, portando gli interessati a dover attendere mediamente fino a 12 mesi per ottenere l’erogazione dei benefici economici, di cui 8 mesi solo per la convocazione della prima visita. Una circostanza insostenibile denunciata nel I Rapporto sull’ invalidità civile e la burocrazia realizzato da Cittadinanzattiva, onlus operante in Italia e in Europa che promuove la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.

E proprio in occasione della presentazione di detto Rapporto, l’INPS ha divulgato qualche dato inerente la sua lotta contro le frodi, evidenziando come negli ultimi anni il costo per “stanare” i furbetti sia quasi triplicato, gravando notevolmente sulle casse dell’Istituto. Una lotta che ha portato tra il 2009 e il 2012 ad un deciso aumento delle verifiche straordinarie con circa 800.000 mila posizioni controllate. Solo guardando le spese inerenti i compensi dei medici convenzionati si nota il balzo registrato dai relativi costi, i quali sono passati dai 10,7 milioni di euro nel 2010, ai 34,3 milioni nel 2011. Un approccio capillare che, come anticipato, ha avuto ripercussioni negative sulla tempistica e sulla complessità dell’iter di riconoscimento delle minorazioni civili (invalidità civile, accompagnamento, ecc.).

In particolare, secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva, sono diverse le criticità emerse nel corso dell’indagine, e spesso esse sono riconducibili non solo al taglio irresponsabile da parte dello Stato della spesa assistenziale, ma anche alla riduzione arbitraria dei requisiti previsti dalla legge per l’assegnazione delle indennità in questione. In particolare, la situazione ha subito un peggioramento a seguito dell’introduzione della Legge 102/2009 il cui scopo era quello di snellire le procedure prevedendo, ad esempio, che l’esito del primo accertamento sanitario fosse gestito dalla commissione medica ASL integrata con un medico INPS. A seguito di una interpretazione data dallo stesso Istituto, invece, l’animo della norma è stato stravolto “potenziando” il ricorso all’ accertamento sanitario diretto, tramite appunto il sistema della doppia visita. Un aggravio spesso insostenibile  soprattutto per chi ha difficoltà a spostarsi. Se poi all’ accertamento medico aggiungiamo l’ulteriore passaggio della validazione definitiva del verbale ad opera della Commissione medica Superiore, è facile comprendere come i tempi di attesa siano cresciuti a dismisura. Inoltre nel Rapporto si legge che, tramite una propria interpretazione restrittiva, l’INPS ha limitato ulteriormente i criteri dei requisiti sanitari già previsti dalla normativa per la concessione dell’indennità di accompagnamento, rendendo di fatto più ostico l’accesso a tali benefici.

Guardando qualche numero, secondo le segnalazioni dei cittadini giunte nel 2012 al servizio PiT Salute e alle sedi del Tribunale per i diritti del malato, emerge come il disagio maggiormente lamentato sia riconducibile alla lentezza dell’iter burocratico (45,6% contro il 28,4% nel 2011), con a seguire l’esito dell’accertamento sanitario (29,8% delle segnalazioni), i tempi di erogazione dei benefici economici e delle agevolazioni (18,2%), e la “rivedibilità” (6,4%), cioè quella procedura che implica la periodica rivalutazione dei requisiti necessari. Per quanto riguarda più nello specifico la questione della lentezza burocratica, il 34,1% ha riscontrato difficoltà soprattutto nella presentazione della domanda, mentre il 24,8% nell’attesa per la convocazione alla prima visita. Il 19,4% (contro il 12,7% nel 2011) ha poi registrato maggiori lungaggini nella fase di attesa del verbale definitivo, l’11,6% in quella di attesa della visita di aggravamento, ed infine il 10,1% nell’attesa del verbale provvisorio.

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Pensione integrativa: quando Iniziare?

Perché conviene iniziare il prima possibile

Quando si tratta di decidere del nostro futuro previdenziale aspettare il “momento giusto” è poco produttivo. Rimandare una scelta che impatta sulla nostra pianificazione economica è certamente una tentazione comprensibile, specie se di lungo periodo come la decisione di costituirsi uno zainetto previdenziale da riempire negli anni. In questi casi, infatti, si è portati a pensare: “lo farò quando avrò più disponibilità così potrò effettuare versamenti più sostanziosi”. Niente di più sbagliato. Iniziare presto, anche con piccoli importi, è fondamentale perché prima si inizia a contribuire più il gap previdenziale si ridurrà al momento della pensione.

Il fatto che, soprattutto un giovane, veda la pensione come un qualcosa di molto distante nel tempo complica certamente le cose. Ma immaginarsi a 60 anni per un trentenne non è un semplice sforzo di immaginazione, tutt’altro, rappresenta l’occasione per vedere il proprio presente proiettato nel tempo cercando di capire come “trasportare” intatto quel presente fino al futuro.

Il valore del risparmio previdenziale è oggi più che mai, a livello individuale, un fattore da non trascurare, una scelta necessaria in quanto quel futuro pensionistico, così lontano ma anche così importante, non è più garantito dallo Stato.

La logica della previdenza complementare è quindi molto chiara: accantonare risparmio oggi, razionalizzando le proprie risorse, per non rinunciare a una pensione domani.

Da qui l’ineludibilità del concetto: “prima si inizia meglio è”, anche con poco, in quanto si riuscirà ad accumulare prima un capitale previdenziale che avrà così più tempo per rivalutarsi. Inoltre, aderendo presto alla previdenza complementare, si avrà diritto prima, in caso di necessità, alle anticipazioni previste ad esempio per l’acquisto o ristrutturazione della prima casa, per disoccupazione o per malattia. Una scelta felice, quindi, non solo per la previdenza futura, ma anche per la cosiddetta “previdenza immediata”.

Ma è possibile iniziare anche da giovanissimi, quando, ad esempio, non si è ancora entrati nel mondo del lavoro e perciò non si percepisce alcun reddito? Assolutamente sì. Il genitore stesso può iscrivere il figlio adolescente, non ancora entrato nel mondo del lavoro, a una forma di previdenza complementare e versare le quote necessarie godendo delle previste agevolazioni fiscali.

Il primo passo è sicuramente una presa di coscienza culturale: occorre informarsi sulla propria situazione previdenziale evitando di commettere l’errore di pensare che la pensione dei giovani sarà identica a quella dei genitori. In quest’ambito vale più che mai il concetto “time is money”: aderendo oggi, per ridurre il gap si può “spalmare” lo sforzo finanziario in più anni. Rinviando la decisione, invece, si sarà costretti a concentrare il proprio impegno finanziario in un orizzonte temporale più breve con l’onere di dover destinare alla previdenza integrativa una quota più sostanziosa del proprio budget famigliare.

Redazione Global Publishers

CALCOLA LA TUA PENSIONE!!!!

Utilizza lo strumento di calcolo per simulare con quanto andrai in pensione!!!

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Arc Life Line

Fondo adeguato alle normative del d.lgs. n. 252/05. Autorizzazione Covip del 24 ottobre 2007, iscrizione all’albo num. 5071. I documenti dell’adesione sono inseriti nella sezione Dettagli.Attraverso il motore di calcolo che trovate di seguito sarete in grado di avere, in pochi passaggi, indicazioni personalizzate sul possibile sviluppo nel tempo della Vostra posizione previdenziale e dell’importo delle prestazioni di previdenza complementare che avrete al momento del pensionamento.

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Patente a punti, a luglio scatta il bonus di 2 crediti

guida virtuosa

Patente a punti, a luglio scatta il bonus di 2 crediti per chi non ha subìto multe che ne tagliano il punteggio: lo prevede il Codice della strada, riformato nel luglio 2003.

COME FUNZIONA – Infatti, all’atto del rilascio della patente, viene attribuito un punteggio di 20 punti. Tale punteggio, annotato nell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni a seguito della violazione di determinate norme. L’indicazione del punteggio relativo a ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione. Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente: gratuitamente, tramite il Portale dell’automobilista; oppure pagando, attraverso il numero 848782782. La telefonata può essere effettuata solo da apparecchio fisso e ha il costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico. La frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole, consente di riacquistare 6 punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale nonché di patente C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti.

È POSSIBILE ARRIVARE AL TOP – Salvo il caso di perdita totale del punteggio, la mancanza, per il periodo di 2 anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei 20 punti. Per i titolari di patente con almeno 20 punti, la mancanza, per il periodo di 2 anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione di un credito di 2 punti fino a un massimo di 10 punti. Quindi, chi nel luglio 2003 aveva la patente, se non ha mai perso punti, a luglio 2013 toccherà la fatidica soglia dei 30 crediti.

E SE PERDI TUTTO? – Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno 5 punti, commetta altre 2 violazioni non contestuali, nell’arco di 12 mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno 5 punti. L’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente è sospesa a tempo indeterminato. E allora, è utile la guida per non perdere punti-patente.

di Redazione2

Ritiro Patente

 

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Per te che fai del veicolo il fulcro della tua attività imprenditoriale, o per te che usi l’auto nei tuoi indispensabili spostamenti quotidiani è importante avere alle spalle un prodotto che ti dia tranquillità e affidabilità.
La polizza Ritiro Patente è a tua disposizione per proteggerti dal danno economico causato dall’impossibilità di guidare assicurandoti un’entrata sostitutiva giornaliera per ogni giorno di assenza forzata della tua patente.

Abbiamo pensato anche all’azienda, con un prodotto che, con le apposite integrazioni, riconosce l’indennità giornaliera in caso di ritiro delle patenti dei dipendenti dovuto anche alle infrazioni del codice della strada più usuali.
Nell’eventualità della sola perdita dei punti inoltre, il dipendente avrà un’indennità speciale per il rimborso delle spese sostenute per il recupero degli stessi presso le autoscuole.

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La polizza Young Life Project

 

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È il piano di risparmio studiato per garantire ai tuoi figli o ai tuoi nipoti un capitale che cresce giorno dopo giorno. Si distingue per le garanzie assicurative che, anche a fronte di un solo versamento, ne garantiscono il completamento in caso di invalidità permanente o morte del genitore.

Inoltre sono presenti in questo piano altre garanzie che consento di superare temporanei momenti di crisi del bilancio familiare conseguenti alla perdita del posto di lavoro, per lavoratori dipendenti, o all’ insorgenza di malattie gravi, per i lavoratori autonomi.

Al termine del piano assicurativo, i tuoi figli potranno scegliere di ritirare il capitale rivalutato in un’unica soluzione oppure richiedere la liquidazione di una “borsa di studio” di 5 assegni annuali di importo crescente sempre rivalutati.

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La polizza capofamiglia è tra le coperture per la casa più gettonate dagli italiani

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Tra le assicurazioni casa sottoscritte dagli italiani, al primo posto c’è la polizza capofamiglia seguita poi dalla polizza furto e incendio.

 

E’ quanto emerge da una ricerca Gfk Eurisko in base alla quale il 26,5 % degli italiani ha stipulato unapolizza casa. Le ragioni del successo di questo tipo diassicurazioni sono da ricercare nella loro versatilità, infatti sempre più spesso le compagnie assicurative,riescono a offrire ai propri clienti prodotti assicurativicostruiti su misura delle loro specifiche esigenze e condizioni abitative.

 

Sono davvero numerosi i prodotti assicurativi offerti, si va dalla polizza multirischi che copre tutti i rischi e i danni domestici a pacchetti creati su misura.

 

Diverso, poi, può essere il grado di copertura, si va dalla formula rischio assoluto in cui la compagnia copre nei limiti della somma per cui ci si è assicurati, alla formula valore intero in cui si viene coperti di tutto il danno subito, ovviamente tanti sono gli elementi che incidono sul prezzo della polizza, come il comune, il valore della casa, il tipo di abitazione e la metratura.

 

La polizza capofamiglia tutela l’assicurato dei danni personali e materiali che lui o altri componenti della sua famiglia possono causare a terzi, stando alla ricerca Eurisko è tra le più richieste dagli italiani seguita dall’ assicurazione  furto e incendio. La garanzia furto,copre la casa e ciò che vi è contenuto, dai danni causati dal tentativo o dall’ effettivo furto, mentre la garanzia incendio, copre la casa, ciò che vi è contenuto o entrambi dai danni derivanti da incendi, fulmini o esplosioni.