ALLUVIONE e TERREMOTO nelle Piccole Aziende

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Pensioni di invalidità: burocrazia lumaca…

Tratto da:Redazione Global Publishers
Fonte: Cittadinanzattiva.it

Fino a 1 anno di attesa per ottenere i benefici

In un clima di guerra aperta ai falsi invalidi, chi rischia di essere penalizzato da requisiti stringenti, pratiche e controlli infiniti sono sempre gli stessi, cioè coloro che hanno realmente bisogno di un sostegno per far fronte alla loro particolare condizione. Passaggi burocratici che si moltiplicano ogni giorno di più e inefficienze delle procedure informatiche contribuiscono ad aggravare ulteriormente questa situazione, portando gli interessati a dover attendere mediamente fino a 12 mesi per ottenere l’erogazione dei benefici economici, di cui 8 mesi solo per la convocazione della prima visita. Una circostanza insostenibile denunciata nel I Rapporto sull’ invalidità civile e la burocrazia realizzato da Cittadinanzattiva, onlus operante in Italia e in Europa che promuove la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.

E proprio in occasione della presentazione di detto Rapporto, l’INPS ha divulgato qualche dato inerente la sua lotta contro le frodi, evidenziando come negli ultimi anni il costo per “stanare” i furbetti sia quasi triplicato, gravando notevolmente sulle casse dell’Istituto. Una lotta che ha portato tra il 2009 e il 2012 ad un deciso aumento delle verifiche straordinarie con circa 800.000 mila posizioni controllate. Solo guardando le spese inerenti i compensi dei medici convenzionati si nota il balzo registrato dai relativi costi, i quali sono passati dai 10,7 milioni di euro nel 2010, ai 34,3 milioni nel 2011. Un approccio capillare che, come anticipato, ha avuto ripercussioni negative sulla tempistica e sulla complessità dell’iter di riconoscimento delle minorazioni civili (invalidità civile, accompagnamento, ecc.).

In particolare, secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva, sono diverse le criticità emerse nel corso dell’indagine, e spesso esse sono riconducibili non solo al taglio irresponsabile da parte dello Stato della spesa assistenziale, ma anche alla riduzione arbitraria dei requisiti previsti dalla legge per l’assegnazione delle indennità in questione. In particolare, la situazione ha subito un peggioramento a seguito dell’introduzione della Legge 102/2009 il cui scopo era quello di snellire le procedure prevedendo, ad esempio, che l’esito del primo accertamento sanitario fosse gestito dalla commissione medica ASL integrata con un medico INPS. A seguito di una interpretazione data dallo stesso Istituto, invece, l’animo della norma è stato stravolto “potenziando” il ricorso all’ accertamento sanitario diretto, tramite appunto il sistema della doppia visita. Un aggravio spesso insostenibile  soprattutto per chi ha difficoltà a spostarsi. Se poi all’ accertamento medico aggiungiamo l’ulteriore passaggio della validazione definitiva del verbale ad opera della Commissione medica Superiore, è facile comprendere come i tempi di attesa siano cresciuti a dismisura. Inoltre nel Rapporto si legge che, tramite una propria interpretazione restrittiva, l’INPS ha limitato ulteriormente i criteri dei requisiti sanitari già previsti dalla normativa per la concessione dell’indennità di accompagnamento, rendendo di fatto più ostico l’accesso a tali benefici.

Guardando qualche numero, secondo le segnalazioni dei cittadini giunte nel 2012 al servizio PiT Salute e alle sedi del Tribunale per i diritti del malato, emerge come il disagio maggiormente lamentato sia riconducibile alla lentezza dell’iter burocratico (45,6% contro il 28,4% nel 2011), con a seguire l’esito dell’accertamento sanitario (29,8% delle segnalazioni), i tempi di erogazione dei benefici economici e delle agevolazioni (18,2%), e la “rivedibilità” (6,4%), cioè quella procedura che implica la periodica rivalutazione dei requisiti necessari. Per quanto riguarda più nello specifico la questione della lentezza burocratica, il 34,1% ha riscontrato difficoltà soprattutto nella presentazione della domanda, mentre il 24,8% nell’attesa per la convocazione alla prima visita. Il 19,4% (contro il 12,7% nel 2011) ha poi registrato maggiori lungaggini nella fase di attesa del verbale definitivo, l’11,6% in quella di attesa della visita di aggravamento, ed infine il 10,1% nell’attesa del verbale provvisorio.

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Pensione integrativa: quando Iniziare?

Perché conviene iniziare il prima possibile

Quando si tratta di decidere del nostro futuro previdenziale aspettare il “momento giusto” è poco produttivo. Rimandare una scelta che impatta sulla nostra pianificazione economica è certamente una tentazione comprensibile, specie se di lungo periodo come la decisione di costituirsi uno zainetto previdenziale da riempire negli anni. In questi casi, infatti, si è portati a pensare: “lo farò quando avrò più disponibilità così potrò effettuare versamenti più sostanziosi”. Niente di più sbagliato. Iniziare presto, anche con piccoli importi, è fondamentale perché prima si inizia a contribuire più il gap previdenziale si ridurrà al momento della pensione.

Il fatto che, soprattutto un giovane, veda la pensione come un qualcosa di molto distante nel tempo complica certamente le cose. Ma immaginarsi a 60 anni per un trentenne non è un semplice sforzo di immaginazione, tutt’altro, rappresenta l’occasione per vedere il proprio presente proiettato nel tempo cercando di capire come “trasportare” intatto quel presente fino al futuro.

Il valore del risparmio previdenziale è oggi più che mai, a livello individuale, un fattore da non trascurare, una scelta necessaria in quanto quel futuro pensionistico, così lontano ma anche così importante, non è più garantito dallo Stato.

La logica della previdenza complementare è quindi molto chiara: accantonare risparmio oggi, razionalizzando le proprie risorse, per non rinunciare a una pensione domani.

Da qui l’ineludibilità del concetto: “prima si inizia meglio è”, anche con poco, in quanto si riuscirà ad accumulare prima un capitale previdenziale che avrà così più tempo per rivalutarsi. Inoltre, aderendo presto alla previdenza complementare, si avrà diritto prima, in caso di necessità, alle anticipazioni previste ad esempio per l’acquisto o ristrutturazione della prima casa, per disoccupazione o per malattia. Una scelta felice, quindi, non solo per la previdenza futura, ma anche per la cosiddetta “previdenza immediata”.

Ma è possibile iniziare anche da giovanissimi, quando, ad esempio, non si è ancora entrati nel mondo del lavoro e perciò non si percepisce alcun reddito? Assolutamente sì. Il genitore stesso può iscrivere il figlio adolescente, non ancora entrato nel mondo del lavoro, a una forma di previdenza complementare e versare le quote necessarie godendo delle previste agevolazioni fiscali.

Il primo passo è sicuramente una presa di coscienza culturale: occorre informarsi sulla propria situazione previdenziale evitando di commettere l’errore di pensare che la pensione dei giovani sarà identica a quella dei genitori. In quest’ambito vale più che mai il concetto “time is money”: aderendo oggi, per ridurre il gap si può “spalmare” lo sforzo finanziario in più anni. Rinviando la decisione, invece, si sarà costretti a concentrare il proprio impegno finanziario in un orizzonte temporale più breve con l’onere di dover destinare alla previdenza integrativa una quota più sostanziosa del proprio budget famigliare.

Redazione Global Publishers

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Fondo adeguato alle normative del d.lgs. n. 252/05. Autorizzazione Covip del 24 ottobre 2007, iscrizione all’albo num. 5071. I documenti dell’adesione sono inseriti nella sezione Dettagli.Attraverso il motore di calcolo che trovate di seguito sarete in grado di avere, in pochi passaggi, indicazioni personalizzate sul possibile sviluppo nel tempo della Vostra posizione previdenziale e dell’importo delle prestazioni di previdenza complementare che avrete al momento del pensionamento.

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Patente a punti, a luglio scatta il bonus di 2 crediti

guida virtuosa

Patente a punti, a luglio scatta il bonus di 2 crediti per chi non ha subìto multe che ne tagliano il punteggio: lo prevede il Codice della strada, riformato nel luglio 2003.

COME FUNZIONA – Infatti, all’atto del rilascio della patente, viene attribuito un punteggio di 20 punti. Tale punteggio, annotato nell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni a seguito della violazione di determinate norme. L’indicazione del punteggio relativo a ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione. Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente: gratuitamente, tramite il Portale dell’automobilista; oppure pagando, attraverso il numero 848782782. La telefonata può essere effettuata solo da apparecchio fisso e ha il costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico. La frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole, consente di riacquistare 6 punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale nonché di patente C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti.

È POSSIBILE ARRIVARE AL TOP – Salvo il caso di perdita totale del punteggio, la mancanza, per il periodo di 2 anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei 20 punti. Per i titolari di patente con almeno 20 punti, la mancanza, per il periodo di 2 anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione di un credito di 2 punti fino a un massimo di 10 punti. Quindi, chi nel luglio 2003 aveva la patente, se non ha mai perso punti, a luglio 2013 toccherà la fatidica soglia dei 30 crediti.

E SE PERDI TUTTO? – Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno 5 punti, commetta altre 2 violazioni non contestuali, nell’arco di 12 mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno 5 punti. L’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente è sospesa a tempo indeterminato. E allora, è utile la guida per non perdere punti-patente.

di Redazione2

La polizza Young Life Project

 

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È il piano di risparmio studiato per garantire ai tuoi figli o ai tuoi nipoti un capitale che cresce giorno dopo giorno. Si distingue per le garanzie assicurative che, anche a fronte di un solo versamento, ne garantiscono il completamento in caso di invalidità permanente o morte del genitore.

Inoltre sono presenti in questo piano altre garanzie che consento di superare temporanei momenti di crisi del bilancio familiare conseguenti alla perdita del posto di lavoro, per lavoratori dipendenti, o all’ insorgenza di malattie gravi, per i lavoratori autonomi.

Al termine del piano assicurativo, i tuoi figli potranno scegliere di ritirare il capitale rivalutato in un’unica soluzione oppure richiedere la liquidazione di una “borsa di studio” di 5 assegni annuali di importo crescente sempre rivalutati.

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La soluzione assicurativa per chi lavora in “prima linea”!

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La soluzione assicurativa per chi lavora in “prima linea”!

 

Prima Tutela Azienda assicura la DIFESA IN SEDE PENALE E AMMINISTRATIVA di quei SOGGETTI delegati o preposti dall’ azienda allo svolgimento di funzioni di responsabilità e rappresentanza, oltre che dell’AZIENDA quando viene chiamata a rispondere per fatti penalmente rilevanti o violazioni di carattere amministrativo posti in essere o attribuiti agli Assicurati. In questo modo, con massimali adeguati ed un premio di polizza decisamente sostenibile la tutela di chi lavora “in prima linea” è ASSICURATA!

 

Le garanzie assicurative sono prestate con le delimitazioni di rischio risultanti dalle Condizioni Generali di Polizza delle quali si invita a prendere attenta visione presso i corrispondenti UCA in sede di proposta. Alcune prestazioni sono oggetto di specifiche estensioni attivabili con sovrapremio.

 

 

 

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RcAuto, addio al colpo di frusta

 

 

The_fast_and_the_furious_incidente[1]Da un anno dalla legge del risarcimento diretto, di Mario Monti, numero 27, del 24 marzo del 2012, le Rc auto con i loro bilanci in attivo, continuano ad essere le più costose di tutta l’Unione Europea, senza una reale motivazione.


Dall’entrata in vigore della nuova legge Monti,le “lesioni micropermanenti” entro i 9 punti di invalidità, non avranno più nessun risarcimento, se non con esami strumentali approfonditi, come la Tac o la radiografia, la legge riguardo il risarcimento cosi cita: ” il danno potrà essere risarcito solo a seguito di un riscontro medico legale da cui risulti visibilmente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”.

Ma nonostante la possibilità della “o strumentale“, le compagnie assicurative non risarciscono il danno se non in presenza di “esami strumentali”, infatti il solo “danno visivo” viene valutato con un punteggio minimo, zero.

Nel passato, il decreto legge 13 maggio 2011 risarciva il danno così: ” Per un colpo di frustra, intorno ai 2 punti di invalidità, il risarcimento arrivava fino a 5.000 euro, più i danni morali, ed era compreso il pagamento della parcella dell’avvocato stragiudiziale della parte lesa del 10%”.

Con la nuova legge Monti: ” I 2 punti di invalidità, vengono risarciti tra i 1000 e i 1400 euro e l’avvocato lo paga interamente la parte lesa”.

Le Compagnie di Assicurazioni, riguardo le polemiche dei prezzi Rc auto doppi rispetto all’Europa, avrebbero dichiarato che: ” Doppi erano i risarcimenti e i tentativi di frode“.

Eliminati i risarcimenti dunque dovrebbero diminuire anche i costi delle polizze, ma al momento, i prezzi sono sempre gli stessi.

Simona Pagliarini

 

 

RITORNANO I 15 GIORNI RCA

cropped-contrassegni-rca.jpgMartedi 19 Febbraio 2013
Decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 – Tacito rinnovo delle polizze assicurative.

MINISTERO DELL’INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria,

delle Comunicazioni e per i reparti Speciali della Polizia di Stato

Servizio Polizia Stradale

Prot. n. 300/A/1319/13/101/20/21/7

Roma, 14 febbraio 2013

OGGETTO: Decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 – Tacito rinnovo delle polizze assicurative.

L’articolo 22 del decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 221 del 17 dicembre 2012, ha apportato modifiche al decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 “codice delle assicurazioni private”, introducendo l’articolo 170-bis riguardante l’esclusione del tacito rinnovo delle polizze assicurative.

La predetta norma stabilisce che le compagnie assicurative debbano stipulare contratti di assicurazione obbligatoria R.C.A., di durata annuale che si risolvono automaticamente alla scadenza naturale e che non possono essere più tacitamente rinnovati.

In proposito, viene precisato che l’impresa di assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno 30 giorni e nel contempo a mantenere comunque operante la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza ovvero fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto stesso.

Poiché la norma prevede espressamente l’estensione della copertura assicurativa alla scadenza annuale per un limitato periodo di quindici giorni dalla scadenza, l’assicurato, in attesa di sottoscrivere altro contratto in tempo utile, durante tale periodo può continuare ad esibire il certificato ed il contrassegno scaduti.

Pertanto, mentre la precedente condizione imponeva di verificare la continuità tra la validità di una polizza e la successiva consentendo all’operatore di polizia, nei casi di mancata copertura assicurativa, di orientare l’accertamento dell’illecito anche sull’applicazione dell’articolo 193 del C.d.S. solo se vi era stata disdetta del contratto o comunque mancanza di proroga automatica della polizza, la nuova previsione normativa estende a tutti il beneficio della copertura assicurativa nel predetto periodo di quindici giorni, rendendo di fatto ininfluente tale ulteriore controllo.

Alla luce di quanto esposto, si ritiene non più sanzionabile ai sensi degli articoli 180 e 181 del C.d.S. la circolazione del veicolo con il certificato e il contrassegno assicurativo scaduti, atteso che, la garanzia assicurativa prestata con il precedente contratto è estesa in ogni caso, non oltre il quindicesimo giorno dalla data di scadenza dello stesso.

Le Prefetture – Uffici Territoriali del Governo, che leggono per conoscenza, sono pregate di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o servizi di Polizia Municipale e Provinciale.

IL DIRETTORE CENTRALE

Giuffrè